Visitabile eccezionalmente alle Gallerie dell’Accademia di Venezia fino al 7 aprile 2024, la Madonna in adorazione del Bambino dormiente, o Madonna Sorlini, spicca tra le opere della maturità di Giovanni Bellini. Il capolavoro è proprietà della Fondazione Luciano Sorlini di Calvagese della Riviera, in provincia di Brescia. L’occasione che ha condotto al prestito è l’imminente restauro della tavola nel capoluogo veneto, commissionato a Giulio Bono, restauratore specializzato in opere veneziane di epoca rinascimentale. «Al termine della mostra l’opera sarà direttamente trasferita nel laboratorio di restauro di Giulio Bono, a Venezia», conferma il comunicato ufficiale. I lavori rientrano nel progetto biennale Restituzioni della Banca Intesa Sanpaolo, che si prende cura del patrimonio artistico italiano da oltre trent’anni.
Nata per mano di Giovanni Bellini, la tavola è stata inizialmente denominata dal pittore rinascimentale veneziano come Madonna in adorazione del Bambino dormiente (1432/1433 circa – 1516). Nel 1946, il critico Roberto Longhi la definì Madonna in rosso per far risaltare le peculiarità cromatiche del panneggio che avvolge la figura materna. A seguito dell’acquisizione del 2004 da parte di Luciano Sorlini, la tavola prese il nome di Madonna Sorlini. Questa e altre 183 opere della collezione di pittura figurativa veneta del XVII e XVIII secolo dell’imprenditore e collezionista bresciano, sono custodite dall’omonima Fondazione. La mission è perseguita anche dallo stesso MarteS, Museo d’Arte Sorlini, nato nel 2018 con lo scopo di rendere fruibile al pubblico i capolavori. «Il MarteS si adopera per essere un museo moderno e un punto di riferimento per l’arte veneziana in Lombardia», ha affermato il suo Presidente, Stefano Sorlini.
La Madonna Sorlini di Giovanni Bellini è il punto focale di diversi cataloghi ragionati in quanto soggetto privilegiato dell’artista. Nella tavola a tempera, la solenne figura osserva con le mani giunte il figlio appena nato. Il suo sguardo premonitore e serio sembra presagire gli sviluppi successivi. Numerosi studi hanno confermato questa caratteristica, individuando nel panneggio del bambino le stesse caratteristiche di un sudario. Anche il manto della Madonna sembra racchiudere in sé il futuro lutto, di cui il colore rosso si fa portatore. Ad accompagnare il restauro, un nuovo studio approfondito dei diversi aspetti della tavola, a cura del professor Antonio Mazzotta.
Per l’occasione, la Madonna Sorlini è stata esposta negli spazi adiacenti alle pitture di piccolo formato di Giovanni Bellini sullo stesso tema. Ed è dal parallelismo con le opere precedenti che emergono i caratteri innovativi rinascimentali del Maestro. Inizialmente si rintraccia l’influsso bizantino e solo in seguito le peculiarità del tonalismo veneto. In merito all’esposizione, il direttore Giulio Manieri Elia ha affermato: «Siamo onorati di poter ospitare per un periodo la Madonna in adorazione del Bambino dormiente del Bellini, uno dei capolavori del pittore veneziano del quale le Gallerie conservano numerose opere».
L’opera sarà visibile fino al 7 aprile 2024. Maggiori informazioni sul sito delle Gallerie dell’Accademia di Venezia.
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