Andy Warhol, Vesuvius (red), 1985, color silkscreen on cardboard, Intesa Sanpaolo Collection. Photo credits: Archivio Patrimonio Artistico Intesa Sanpaolo / photo by Luciano Pedicini, Naples
Fino al 6 aprile 2026 è possibile visitare la mostra Andy Warhol. Pop Art & Textiles, ospitata nei prestigiosi spazi del Palazzo Gromo Losa con estensione al Palazzo Ferrero. Si tratta di un’esposizione che inaugura una lettura ampia e innovativa dell’artista-icona della Pop Art, con oltre 150 opere provenienti da collezioni private.
La rassegna non si limita a riproporre i lavori più iconici di Andy Warhol — come le Campbell’s Soup Cans, i Flowers, i ritratti di Marilyn Monroe, Mao o Mickey Mouse — ma ne indaga anche dimensioni meno esplorate: le copertine di vinili, l’attività editoriale, i tessuti stampati, il suo legame con l’Italia e la produzione grafica.
Una sezione particolarmente rilevante è dedicata al tessile:a Palazzo Ferrero trovano infatti spazio abiti, stoffe e disegni originali realizzati da Warhol tra gli anni Cinquanta e Sessanta, insieme a materiali provenienti dal Fashion & Textile Museum di Londra. In queste stanze si riscopre un Warhol-designer, che utilizzava il pattern come linguaggio artistico.
Nel percorso al Palazzo Gromo Losa si alternano sezioni tematiche troviamo poi: le copertine musicali (incluse opere per Velvet Underground e Rolling Stones), la rivista Interview, la serie Trash e la ceramica Rosenthal, oltre ad un’interessante sezione intitolata “Warhol e l’Italia”, che indaga il rapporto dell’artista con il nostro paese, dai progetti Vesuvius alla relazione con la cultura italiana del tempo.
Secondo la curatela, che vede la collaborazione della Fondazione CR Biella e del Creation Culture, l’ambizione è «offrire un ritratto completo e innovativo di Warhol», mettendo in risalto la sua capacità di attraversare i media, di plasmare immagini globali e di trasformare oggetti quotidiani in icone culturali.
La scelta della città di Biella — storica capitale della tessitura in Italia — come sede di questa “riscrittura” del canone warholiano non è casuale. L’interazione tra Pop Art e tessuto assume qui un valore simbolico e concreto: il tessile non è solo materia, ma metafora della superficie sulla quale la cultura dell’immagine si stampa, sovrappone e trasforma.
Pop Art & Textiles restituisce perciò a Warhol la sua dimensione eclettica: un’indagine critica sull’immagine seriale, sul consumismo, sulla trasformazione degli oggetti e sulla compresenza di arte e design.
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