Categorie: Mostre

L’architettura di voci di William Kentridge a Palazzo Branciforte

di - 29 Dicembre 2023

Curata dalle storiche dell’arte Giulia Ingarao e Alessandra Buccheri, ideata dal direttore artistico di ruber.contemporanea Antonio Leone e sostenuta da Fondazione Sicilia con il coordinamento di Sicily Art and Culture, la mostra You Whom I Could Not Save prende il titolo dalla nuova installazione sonora che William Kentridge ha pensato per lo struggente luogo dove i palermitani poveri impegnavano i loro abiti, nel Monte dei Pegni di Santa Rosalia a Palazzo Branciforte.

Il progetto espositivo, che possiamo considerare quasi come un site specific, prende vita all’interno delle scaffalature lignee, apparentemente infinite, che si dilungano negli ambienti che, vivendo nella penombra e seppur immobili,  donano una sensazione di continuo movimento dato dalle numerose scale, palchetti e ballatoi, lunghi corridoi e piccole stanze. Tutto ciò sembra rievocare in noi, e forse anche nell’artista, l’interno delle navi con l’odore del legno e i suoi scricchiolii.

William Kentridge, You Whom I Could Not Save, 2023. Installation view. Palazzo Branciforte, Palermo

William Kentridge, dopo aver visionato nel 2019 il luogo, decide di dialogare con esso, non alterandolo ma usufruendolo nella sua interezza. Mantiene la sacralità, la maestosità e l’immobilitá dello spazio, a cui aggiunge un’altra sacralità: la sua, data e diffusa dal suono e dalle voci di un canto, immortalato nel tempo e che ne riempie il vuoto, che diventa un vuoto solo visivo, per fare spazio ad una pienezza di sensi. «Un’architettura di voci» la definisce Antonio Leone, che cantano di trionfi, di lamenti e di perdita.

Come in una cavità, è facile lasciarsi trascinare dalle voci, per la precisione sette, che cantano in una lingua a noi sconosciuta, appartenente al gruppo delle lingue nguni, su una musica composta da Nhlanhla Mahlangu. Questa melodia ci conduce, cosi, istintivamente nei meandri della sala. A conclusione, troviamo la proiezione del video Sibyl del 2020. Kentridge diventa attore, regista e scenografo. Nella sua pratica artistica multidisciplinare, usa diversi media: dalla scultura all’installazione, ma ciò che lo contraddistingue è la realizzazione delle animazioni video da lui ideate.

William Kentridge, Sibyl, 2020. Book still. Palazzo Branciforte, Palermo

In questo melting pot di pratiche, l’artista mescola video e disegno, non ponendosi limiti, e ponendosi in piena contrapposizione con chi prevede l’uso di un solo modo di rappresentare. Questi brevi film, composti, frame by frame, fotogramma per fotogramma, da migliaia di disegni in bianco e nero realizzati in carboncino. Non è casuale neanche la scelta del carboncino per gli inediti 16 disegni. Il carboncino per Kentridge è un ritorno all’originale, al disegno, alla manualità in un’epoca in cui il digitale prende il sopravvento. Video e carboncino si scontrano cosi, in un’eterna lotta tra il digitale e il manuale, tra il nuovo e l’antico. La sua pratica artistica appare allo stesso tempo radicata nel passato ma proiettata verso il futuro. Un futuro dominato solo dalla casualitá.

William Kentridge, Cash Book Drawing VIII, 2023 Watercolour, Coloured pencil, Digital print and Collage on found paper 52 × 76,8 cm

Il susseguirsi di questi disegni, ombre, frasi in continua evoluzione, ci ipnotizzano facendoci perdere la concezione del tempo. Ai nostri occhi si susseguono immagini surrealistiche, ombre cinesi, figure umane, il tutto in una scultura in movimento che ricorda le opere ingegneristiche leonardesche, per poi concludersi nello scorrimento delle pagine di un libro. I 16 disegni inediti sono pagine palinsesto. Il termine palinsesto, deriva dal greco “raschiato di nuovo”. Forse mai definizione è stata più coerente per il suo lavoro: Kentridge raschia idealmente queste pagine in cui danzano figure immaginarie e non, riconosciamo volti, ritroviamo paesaggi, oggetti. Ci soffermiamo anche a provare a leggerne lo sfondo, che altro non è che fogli disseminati di un registro contabile in cui, con un’attenta lettura, distinguiamo le voci “dare” e “avere” che donano ritmo alla struttura del foglio legandosi idealmente ai disegni dell’artista. La mostra continua nella varietà delle pratiche artistiche e così ammiriamo sculture in bronzo e in bronzo dipinto; e una sequenza di arazzi.

William Kentridge, Cash Book Drawing VIII, 2023 Watercolour, Coloured pencil, Digital print and Collage on found paper 52 × 76,8 cm

Il lavoro di Kentridge, pregno della sua sensibilità, ha soprattutto un’eco politica, che ha origini nel passato, il suo stesso passato. C’è molto di biografico, del suo considerarsi un privilegiato, nato bianco a Johannesburg negli anni Cinquanta, del suo essere figlio di ebrei lituani riusciti a scappare ai pogrom russi di fine Settecento.

Questo bagaglio biografico, lo renderá, nella vita, sensibile nei confronti della storia tra oppressori e vittime. Questo lavoro, più attuale che mai in un momento storico come quello oggi, in cui ancora assistiamo a viaggi della salvezza, della speranza, di morti nel mare, di guerre, sembra un ciclo storico senza mai una fine. Il lavoro di Kentridge ci fa riflettere, ci aiuta a soffermarci su temi a noi forsi lontani… che poi, forse, cosi lontani da noi non sono.

William Kentridge, You Whom I Could Not Save, 2023. Still da video. Palazzo Branciforte, Palermo

Articoli recenti

  • Design

Le cose belle nascono dalla contaminazione: intervista ad Antonio Marras, esploratore della materia

Cemento, metallo, ceramica, tessuti, Antonio Marras ci racconta il suo rapporto con i materiali, in un viaggio creativo tra contaminazioni,…

23 Maggio 2026 9:30
  • Beni culturali

Fondazione Querini Stampalia lancia il voto collettivo per salvare il Giardino di Carlo Scarpa

Inserito tra i quattro finalisti della seconda edizione del contest #Volotea4Veneto, lo storico Giardino di Carlo Scarpa, a Venezia, si…

22 Maggio 2026 17:00
  • Mostre

Le geografie frammentate di Som Supaparinya al Museion

Fino al 14 giugno, al Museion di Bolzano, è in programma "Mo num en ts", il film dell’artista thailandese Som…

22 Maggio 2026 16:48
  • Mostre

Quella di Gaza è una storia millenaria. E a Torino vanno in mostra i reperti archeologici salvati dalla distruzione

Molto più che una mostra: Fondazione Merz di Torino ospita un progetto internazionale che parla di memoria e identità. E…

22 Maggio 2026 16:00
  • Fotografia

The Phair 2026 a Torino: alle OGR, la fotografia supera i propri confini

42 gallerie internazionali per The Phair, che torna alle OGR di Torino per la sua settima edizione, tutta dedicata alle…

22 Maggio 2026 15:35
  • Street Art

Sentenza OZMO, l’arte è libera. E pure la Street Art è innocente

Con la Sentenza Ozmo, il tribunale riconosce definitivamente la Street Art come valore culturale: una decisione destinata a fare scuola…

22 Maggio 2026 14:44