Categorie: Mostre

Massimiliano Pelletti, Looking Forward To The Past | MARCA

di - 17 Marzo 2020

Dice Flavio Arensi: «Il tempo propizio è quando ciò che era non è più e quello che sarà non è ancora: in questa pausa si mostra ciò che siamo». E cosa siamo in questo tempo sospeso? Lo avanza come ipotesi anche la mostra “Looking forward to the Past” di Massimiliano Pelletti al MARCA di Catanzaro a cura di Alessandro Romanini. Museo chiuso o museo aperto, l’esercizio della sua azione scultorea racchiude la forza del tempo nella sua percezione dicotomica di Kronos versus Kairos. Se, come sappiamo, Kronos è il tempo che scorre, Kairos è il momento opportuno, quello in cui qualcosa di particolare accade. E dove si deposita l’operazione di Pelletti? Forse a metà strada, per il suo lavorare rispetto a un prima all’inverso senza però mai dimenticarlo. Il percorso della scultura di tradizione infatti, s’interrompe già negli anni ’60, con la polemica poverista e performativa, mentre dagli anni ’70, la “lusinga della classicità” inizia a decadere da luogo d’ispirazione, per diventare a volte, “replica meccanica svuotata di valore”. È così che inizia a rompersi quel “gigantismo atrofizzato” della scultura, per dare spazio a un nuovo modo di concepirla. Pelletti incomincia quindi a recuperare un gesto lontano, guardando indietro e al nonno Mario con la sua bottega, luogo dove, giovanissimo ha imparato a muoversi tra i modelli in gesso, messi al servizio delle copie.

Massimiliano Pelletti, Looking Forward to the Past, vista della mostra

Pur aggirandosi in quell’ambito di copie e calchi, con la cura della tecnica di esecuzione e la perizia dell’artigiano, Pelletti dimentica in parte e decostruisce la scultura del passato, assemblando più materiali in un’unica opera, frantumandone la sua presunta integrità classica, ma anche ogni tentativo di compostezza granitica e levigatezza materica, scegliendo perciò di mischiare il marmo al bronzo, le pietre preziose al calcare. Non solo. Con l’inserimento di oggetti extra – artistici, insetti, coralli e fossili usati come nature morte, l’artista profana la sacra aurea dell’antico. Presunta anch’essa, e i suoi canoni immutabili. Allora è in Calabria, luogo caro alla Magna Grecia che il suo lavoro si configura in un orizzonte “altro”, perché se a volte le opere di Pelletti sono calchi svuotati, altre volte, copie riempite di materiale diverso, altre ancora, sono sculture spezzate, tronche, o bucherellate, lacerate, dalla patina di polvere che prevede l’inciampo del tempo. Un passaggio che trova nel rapporto con l’antico del patrimonio calabrese, un parallelo quanto mai puntuale in una terra che è stata importante colonia della madrepatria, la Grecia e crocevia per la civiltà romana. Il repertorio che Pelletti ripercorre con il suo linguaggio contemporaneo, è quello delle più note sculture antiche, e del mito con le figure di Apollo, Zeus e Venere. La Venere con il pomo della discordia troneggia,come posta su un rogo di legna o una zattera alla deriva, sulla decollazione di altre teste di Veneri. Li, solo la grande Venere si salva. Quest’opera è l’istallazione più audace presente in mostra. Ma c’è anche un’antichità primitiva ed extra europea di cui Pelletti tiene conto, e che compone insieme, come nell’erma triforme in mostra, con una miscela che a volte sfiora un gusto volutamente kitsch e stridente.

Anna de Fazio Siciliano

Dall’8 febbraio al 30 aprile 2020

Massimiliano Pelletti, Looking Forward To The Past | Museo MARCA

Via Alessandro Turco, 63

88100 Catanzaro

Tel. 0039. 0961. 746797

e mail: info@museomarca.com

Critica, storica dell’arte e redattrice per prestigiose riviste di settore (Exibart,Art e Dossier, Finestre sull’arte) ha all’attivo numerosi articoli e interviste a galleristi (Fabio Sargentini), direttori di Musei (Anna Coliva) curatori (Alberto Fiz), vertici di società di mostre (Iole Siena, Arthemisia Group e Renato Saporito, Cose Belle d’Italia). Da tempo collabora con la Direzione della Galleria Borghese con la quale dopo aver prodotto una ricerca inedita sul gusto egizio ha svolto un lungo periodo di formazione. Nel 2015 fonda Artpressagency la sua agenzia di ufficio stampa, comunicazione, critica d’arte e di editing che sta espandendo e che ha visto collaborazioni notevoli con colleghi e musei, istituzioni su tutto il territorio nazionale (MaXXi di Roma, Biennale di Venezia, Zanfini Press, Rivista Segno, ecc.). Lavora come editor per Paola Valori e in qualità di addetta stampa scrive per le mostre di Studio Esseci, Arthemisia, Zetema, Mondomostre, ecc. Tra le pubblicazioni più importanti: “Margini di un altrove”, catalogo della mostra svoltasi  nel 2016 a Siracusa in occasione delle rappresentazioni classiche, “History is mine _ Breve resoconto femminile ”: unico capitolo dedicato al genere femminile pubblicato nel libro “Rome. Nome plurale di città” di Fabio Benincasa e Giorgio de Finis, “La verità, vi prego, sulle donne romane”, indagine archeologica e figurativa sull’assenza nei luoghi delle donne nella Roma antica, per FEMM(E)-MAAM ARTISTE. Al momento, oltre all’aggiornamento di Report Kalabria, indagine sulle contaminazioni artistiche contemporanee nei luoghi archeologici in Calabria, si sta occupando di promuovere un progetto originale degli artisti Francesco Bartoli e Massimiliano Moro, anche dei linguaggi multimediali applicati a eventi espositivi.   Gli articoli di Anna su Exibart.com

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