Categorie: Design Mostre

Mutazioni ceramiche da Alchemilla: 31 artisti in dialogo con Carlo Zauli

di - 26 Ottobre 2022

Quante forme e variazioni si celano in uno stesso identico materiale? In occasione del suo Ventennale, il Museo Carlo Zauli di Faenza giunge all’Associazione bolognese Alchemilla con “Mutaforma. Mutazioni ceramiche del codice CZ”, visitabile fino al 30 ottobre 2022. L’esposizione, a cura del giovane Collettivo NN, raccoglie i lavori di 31 artistə, creando connessioni aperte e continue tra la ricerca di Carlo Zauli – tra i più importanti ceramisti scultori del Novecento – e quella dei suoi “eredi”, lə artistə che dal 2003 sono statə protagonistə delle residenze organizzate dal museo a lui intitolato.

Mutaforma, Installation view, 2022. Photo Camilla Marrese. Courtesy Museo Carlo Zauli e Alchemilla

“Bisogna stare nel contemporaneo” affermava Zauli. Per farlo però, la prima condizione necessaria è saper mutare con esso: non a caso, la ceramica è da sempre simbolo di un’ipotetica infinità di sperimentazioni e trasformazioni. Esattamente come il materiale delle opere del maestro, in “Mutaforma” anche la tradizione si pone in termini di continua metamorfosi: la ricerca zauliana, delineata attraverso una selezione di lavori, diventa la matrice d’ispirazione per tutti i lavori dellə artistə coinvoltə. Lo scenario espositivo estremamente eterogeneo che va a comporsi – con ben 42 opere – si organizza nelle sale di Alchemilla seguendo una propria specificità e coerenza interna.

Mutaforma, Installation view, 2022. Photo Camilla Marrese. Courtesy Museo Carlo Zauli e Alchemilla

Ad aprire la mostra, come una sorta di progenitore, è Flessuosità. Metamorfosi di un primario: opera di Zauli dove spigoli, curve, ruvidezza e lucentezza si intrecciano in un tutto organico. Un interesse geometrico e volumetrico accomuna le opere della prima sala, come il Big Bean di Mathieu Mercier, scultura-seduta di design la cui sinuosità ricorda un grande fagiolo smaltato, o il Volume consapevole di Italo Zuffi, blocco di ceramica “conscio” di essere una massa trasportabile da un punto A a un punto B.

Mutaforma, Installation view, 2022. Photo Camilla Marrese. Courtesy Museo Carlo Zauli e Alchemilla

La mostra prosegue con una ricca riflessione tra ceramica e oggetti del quotidiano, come i piatti del Servizio Osseo di Sissi o Venerdì di Maurizio Mercuri, porcellino salvadanaio che monitora i risparmi con una micro-telecamera. Il tono giocoso di Pixelandia di Eva Marisaldi – coriandoli di porcellana colorata gettati sul pavimento – dialoga con l’ironia romantica di Prove di Volo di Ornaghi & Prestinari: una coppia di vasi domestici foderati da stoffa per attutire una possibile caduta durante il salto. Una teca conserva invece Toothpick di Sislej Xhafa, una riproduzione perfetta dello stuzzicadenti che il nonno sfoggiava dopo pranzo per strada, simbolo del riscatto dalla povertà. Ancora, la Madonna di Alberto Garutti tenta un avvicinamento dell’icona sacra al suo lato umano, usando un sistema di riscaldamento per portare la temperatura della scultura a quella corporea di 37 gradi.

Mutaforma, Installation view, 2022. Photo Camilla Marrese. Courtesy Museo Carlo Zauli e Alchemilla

Tra gli esiti più materici, l’Armonia Mundi di Giulia Dal Monte e Isabela Benavides spinge il visitatore a un incontro ravvicinato: la scultura sferica nasconde un suono profondo, udibile solo attraverso il foro sulla sua superficie. Il ritorno all’argilla più radicale pare infine avvenire con Massimo Bartolini in Grotoni e Malocchi, due blocchi di ceramica identici realizzati dallo stampo di una zolla di terra faentina, ispirati ai due stadi del terreno.

David Casini, Senza titolo, 2005. Photo Camilla Marrese. Courtesy Museo Carlo Zauli e Alchemilla

Come un grande apparato circolatorio, la ricerca pulsante di Zauli si è diramata raggiungendo in maniera capillare e varia le diverse sensibilità dellə artistə: “Mutaforma” è il risultato di questo nuovo e mutevole codice genetico, capace di ripensare la ceramica contemporanea. Per rispondere a una delle visitatrici della mostra: ebbene sì, tutto ciò che vedrete è davvero fatto con uno stesso e unico materiale.

Mutaforma, Installation view, 2022. Photo Camilla Marrese. Courtesy Museo Carlo Zauli e Alchemilla

Articoli recenti

  • Mostre

Il diario visivo di Nina Ćeranić in mostra a Venezia

Fino al 18 aprile 2026, la galleria A plus A a Venezia ospita la mostra “As I Shape the Object,…

14 Marzo 2026 0:02
  • Arte contemporanea

È stata scoperta l’identità di Banksy

Il suo nome è Robin Gunningham, poi cambiato in David Jones. Reuters ha dedicato un’ampia inchiesta all’identità e al sistema…

13 Marzo 2026 23:16
  • Arte moderna

Il tempo sospeso di Vermeer: storia di un capolavoro a Palazzo Madama di Torino

Prestata dal Rijksmuseum di Amsterdam, Donna in blu che legge una lettera di Johannes Vermeer arriva a Palazzo Madama. Il…

13 Marzo 2026 20:00
  • Film e serie tv

Netflix racconta Frida Kahlo: in preparazione una serie sulla vita dell’artista

Netflix ha annunciato una nuova serie dedicata a Frida Kahlo: ispirata al romanzo di Claire Berest, racconterà la vita dell'artista…

13 Marzo 2026 17:10
  • Musica

A Milano la terza stagione di Suoni Trasfigurati: concerti nei musei della città

A Milano torna Suoni Trasfigurati: sette concerti gratuiti tra musica acustica, elettronica e nuove tecnologie, per far risuonare la costellazione…

13 Marzo 2026 15:30
  • Street Art

JR arriva a L’Aquila: il progetto Inside Out coinvolgerà oltre duemila cittadini

L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026 ospiterà una nuova tappa di Inside Out, il progetto globale di JR che trasforma…

13 Marzo 2026 14:26