Categorie: Mostre

Pierluigi Fresia. L’impotenza celeste dei pianeti, a Firenze

di - 13 Febbraio 2025

Il titolo della mostra di Pierluigi Fresia, L’impotenza celeste dei pianeti, è una frase di Marcel Proust, scelta dall’artista perché avvertita come estremamente coerente appunto con il concetto esistenziale che sta dietro alla progettazione dei lavori esposti, ossia un essere non tanto in sé stessi quanto più grazie all’apporto di ciò che illumina, rende nuovi, veri. Come spiega il curatore Pietro Gaglianò, «In mostra si trovano fotografie le cui campiture quasi astratte si combinano in una spirale con i testi: frasi aforistiche, riferimenti letterari e componimenti brevi come haiku, sovrapposti alle immagini di paesaggi naturali, nature morte e ambienti intimi. Nello spazio sottostante della galleria si trovano le fotografie delle lavagne su cui l’artista ha tracciato i suoi segni».

Pierluigi Fresia, TUTTI GLI AMANTI DI EMILY.. 2024 . 40x40cm, stampa a colori su carta  Hahnemühle Fine Art

Una sezione della mostra è inoltre dedicata a disegni realizzati su una lavagna di ardesia e successivamente fotografati che ben chiariscono la ricerca, lo studio e la sintesi precedenti al lavoro dell’artista trasmettendo con “tiepida tattilità” – secondo le parole del curatore – la provvisorietà dello schizzo sulla lavagna, il tempo lasciato alla revisione, alla cancellatura e alla tensione mentale verso la realizzazione perfetta di un’idea, in cui l’oscurità dell’ardesia riconnette non solo al vuoto cosmico, ma anche allo spazio mentale nel quale le idee prendono corpo, appaiono, cambiano e si trasformano.

Pierluigi Fresia, INFINITO 2024.  60x60cm,  stampa a colori su carta  Hahnemühle Fine Art

Al riguardo dei propri lavori spiega l’artista Pierluigi Fresia: «Le mie opere partono da una rilfessione su me stesso e sull’esistenza, cioè sul rapporto che ho e che abbiamo con il tempo e con l’essere nel tempo e da questo tipo di considerazione, osservando i miei lavori, possono nascere pensieri anche di tipo spirituale. Il mio in effetti è un lavoro che per la maggior parte scaturisce da problematiche esistenziali, ossia quelle domande che si pone qualunque persona: ‘Perché sono qui?’, ‘Qual è il mio rapporto con gli altri?’, ‘Qual è il mio ruolo nel flusso della vita con le altre persone?’. Il titolo della mostra non a caso è una frase di Proust riferita alla madre che, secondo lui, viveva della luce riflessa dalle persone che conosceva. Nei miei lavori ogni pianeta rappresenta noi stessi che viviamo in relazione a quanto gli altri dicono di noi, raccontano di noi e quanto noi pensiamo degli altri. Quindi la domanda fondamentale è dove si trovi il centro della conoscenza: siamo noi che creiamo conoscenza oppure è una conoscenza che è mediata e traslata dalle varie conoscenze che ci pervengono e dalle informazioni che riceviamo? Il fatto che non ci siano punti fissi, fulcri ben determinati su cui la vita è bilanciata, trasmette, più che un’idea di disperazione, un grande senso di libertà in quel vuoto che permette a questa vita di diventare effettivamente unica. Siamo tutti corpi celesti, persi in un universo sì, ma le luci che ci raggiungono dagli altri astri, e ci colpiscono, ci fanno percepire di essere anche noi qualcosa, perché noi siamo comunque eternamente sulla cresta dell’onda del tempo, sempre in cima a una salita e davanti a un precipizio, ma l’essere dei surfisti folli sulla cresta dell’onda del tempo ci regala anche un’ebbrezza immensa, dettata dalla spinta che ci dà la nostra condizione e dalla paura di precipitare».

Pierluigi Fresia, VIVERE A VOLONTÀ, 2024. 45x50cm, stampa a colori su carta  Hahnemühle Fine Art

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Spazio Rivoluzione, la nuova sede aperta a Roma

È stata inaugurata a Roma, con la collettiva MEGADEATH, la nuova sede di Spazio Rivoluzione, già presente a Palermo e…

19 Gennaio 2026 0:02
  • Musei

Il Museo Reina Sofía di Madrid ha ampliato la sua collezione con 404 nuove opere

La recente acquisizione comprende 404 opere di 130 artisti provenienti da acquisti, donazioni e depositi che rafforzano una lettura critica…

18 Gennaio 2026 17:48
  • Attualità

Disimparare l’Occidente. Arte, tempo e decolonialismo

Una serata in un boteco di Rio de Janeiro diventa l’occasione per aprire una riflessione sull’arte contemporanea, la decolonizzazione e…

18 Gennaio 2026 16:42
  • Cinema

In “No Other Choice”, Park Chan-wook rimescola tutti i generi del cinema

É il marchio di fabbrica del regista coreano. Stavolta l'espediente è la perdita del lavoro, che si trasforma in perdita…

18 Gennaio 2026 15:40
  • Arte contemporanea

Biennale 2026: il Padiglione Kosovo riapre una storica chiesa di Venezia

Il giovane artista Brilant Milazimi rappresenterà il Kosovo alla Biennale d’Arte di Venezia 2026 con un progetto ospitato nella Chiesa…

18 Gennaio 2026 10:30
  • Fotografia

Other Identity #188, altre forme di identità culturali e pubbliche: Idan Barazani

Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identità visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…

18 Gennaio 2026 9:30