Categorie: Mostre

Pippo Patruno, un Archivio sentimentale di geometria e parole, a Monopoli

di - 11 Luglio 2024

Si chiama ARCHIVIO SENTIMENTALE la mostra che, fino al 28 luglio, sarà visitabile presso la biblioteca Prospero Rendella di Monopoli: un percorso che celebra un artista che ha dedicato la sua vita all’arte ed è proprio un contenitore culturale, tra la vivacità della piazza e il blu del mare, ad accogliere la prima retrospettiva di Pippo Patruno.

Curata da Antonella Marino e Carmelo Cipriani, la mostra riunisce le opere più significative del quarantennale percorso di Patruno, caratterizzato da una polarità tra impulso emotivo e controllo razionale e incentrato sulla geometria e sulla parola, che si avvicendano e a volte compenetrano nei diversi cicli succedutisi a ritmo serrato per un incessante bisogno di sperimentare.

Tra i numerosi libri e i giovani concentrati sui tavoli e alle prese con esami, anche fino a tarda sera, la biblioteca abbraccia un insieme meticoloso di documenti, libri d’arte, cataloghi, fotografie private che insieme costituiscono un vero e proprio archivio sentimentale. Una sintesi poetica di un “artista sensibile e raffinato” che fa della geometria e della parola i suoi assi principali. È l’elemento geometrico l’origine di una raffinata ricerca astratta di vaga matrice minimalista, mentre la parola è invece centrale nell’ultima parte del suo percorso: moltiplicata fino a costituire una texture, isolata al centro e ottenuta in negativo. Una doppia valenza, non solo prettamente estetica, ma anche semantico-concettuale. Da qui, non manca una riflessione sul tempo che implica l’idea di transitorietà e cambiamento, con inevitabili accostamenti alla condizione umana.

Nella mostra, il tratto e il percorso di Pippo Patruno si snoda tra le diverse sale e i piani della biblioteca: dalle prime opere risalenti al 1986, un viaggio nel tempo e nell’ingegno dell’artista che sperimenta, negli anni, forme e parole tanto da fare del suo ciclo Fuori Tempo un’opera protagonista del Padiglione Italia della Biennale di Venezia del 2011.

Quella di Monopoli è una prova onesta, sacrosanta e benedetta, per tenere alta l’attenzione nei confronti di un’artista che ancora tanto aveva da dire e da fare. Per non staccare quel cordone che tiene strette le radici e la memoria, un percorso che trasforma in un’azione concreta quel desiderio di Patruno di far riconoscere la sua arte e il suo percorso, «Che non è stato mai scelto».

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Spazio Rivoluzione, la nuova sede aperta a Roma

È stata inaugurata a Roma, con la collettiva MEGADEATH, la nuova sede di Spazio Rivoluzione, già presente a Palermo e…

19 Gennaio 2026 0:02
  • Musei

Il Museo Reina Sofía di Madrid ha ampliato la sua collezione con 404 nuove opere

La recente acquisizione comprende 404 opere di 130 artisti provenienti da acquisti, donazioni e depositi che rafforzano una lettura critica…

18 Gennaio 2026 17:48
  • Attualità

Disimparare l’Occidente. Arte, tempo e decolonialismo

Una serata in un boteco di Rio de Janeiro diventa l’occasione per aprire una riflessione sull’arte contemporanea, la decolonizzazione e…

18 Gennaio 2026 16:42
  • Cinema

In “No Other Choice”, Park Chan-wook rimescola tutti i generi del cinema

É il marchio di fabbrica del regista coreano. Stavolta l'espediente è la perdita del lavoro, che si trasforma in perdita…

18 Gennaio 2026 15:40
  • Arte contemporanea

Biennale 2026: il Padiglione Kosovo riapre una storica chiesa di Venezia

Il giovane artista Brilant Milazimi rappresenterà il Kosovo alla Biennale d’Arte di Venezia 2026 con un progetto ospitato nella Chiesa…

18 Gennaio 2026 10:30
  • Fotografia

Other Identity #188, altre forme di identità culturali e pubbliche: Idan Barazani

Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identità visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…

18 Gennaio 2026 9:30