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Tuwaiq Sculpture 2025: nel cuore dell’Arabia Saudita l’arte della pietra si apre a nuove sperimentazioni

di - 18 Febbraio 2025

È From then to now il tema curatoriale scelto da Sebastian Betancur-Montoya e da Manal Al-Harbi per la sesta edizione di Tuwaiq Sculpture, il festival saudita dedicato alla scultura in pietra. Questo tema funge dunque come linea guida per il lavoro dei 30 artisti internazionali che per circa tre settimane hanno estratto dalla pietra forme complesse, giocose, naturali e non. Il risultato? Un simposio in cui il materiale diventa punto di partenza per nuove sperimentazioni, un ponte tra passato —from then— al presente —to now.

La tedesca Birgit Cauer ha così prodotto un alto pilastro, in cui la stessa roccia sembra partorire nuove forme; Jacob Lucius Cartwright ha creato un delicato gioco tra ruvidezza e levigatura; mentre per l’italiana Arianna Palmieri il granito diventa metafora del feto e dell’origine della vita. E poi troviamo ancora: l’impronta di una mano impressa nella roccia, sculture interattive, la scrittura araba decostruita e presentata attraverso linee sinuose, riferimenti a cosmologie lontane e una sorta di parco giochi in pietra.

Arianna Palmieri, Tuwaiq Sculpture, A Riyadh Art Program, 2025.

Il concetto From then to now assume però una valenza ancor più significativa nel contesto di Riyadh Art, uno dei numerosi progetti promossi dal sovrano Salman bin Abdulaziz Al Saud per rinnovare la capitale saudita attraverso la promozione dell’arte e della cultura, nell’ambito del piano governativo Riyadh 2030. Il programma mira alla creazione di una città sempre più verde, con una qualità di vita più elevata per i propri cittadini e una scena artistica più vivace e coinvolgente. Da questo punto di vista, le opere presentate in occasione della Tuwaiq Sculpture non sono solo una riflessione su materiale puro e scultura finita, ma anche un ponte tra la storia della città e il suo futuro.

La tradizione della scultura in granito affonda infatti le sue radici nel passato lontano della regione, ricca di giacimenti di questa roccia ignea. Concentrarsi sull’uso di questo materiale per la realizzazione di nuove opere che, nei prossimi anni, verranno riposizionate in tutta la città significa perciò proiettarsi nel futuro senza dimenticare la propria storia.

Ali AlMalky, Tuwaiq Sculpture, A Riyadh Art Program, 2025.

L’attenzione per le nuove generazioni si riscontra anche nella grande novità di quest’anno: un programma di apprendistato che ha introdotto i più giovani alle lavorazioni in pietra. Come ci racconta Sarah Alruwayti, direttrice del festival: «Abbiamo lanciato una call per artisti emergenti e studenti d’arte e abbiamo poi selezionato dieci partecipanti che sono stati seguiti e guidati direttamente dagli artisti. Nessuno di loro aveva mai usato una smerigliatrice prima. Nessuno aveva mai lavorato la pietra, tantomeno il granito, che è la più dura da scolpire. Alcuni hanno lavorato anche con il basalto. Per me è stato qualcosa di davvero speciale».

Tra gli altri programmi che hanno accompagnato l’esposizione vi è tutta una serie di panel talks che ha visto un dialogo tra numerosi professionisti del settore, per un confronto internazionale sulle possibilità offerte dalla roccia: performance, sculture sonore, video art e pittura sono solo alcune delle possibili nuove interpretazioni per un materiale così tradizionale.

Jacob Lucius Cartwright, Tuwaiq Sculpture, A Riyadh Art Program, 2025.

Aprirsi a queste nuove visioni sembra essere anche il destino delle prossime edizioni della Tuwaiq Sculpture, come raccontato dalla direttrice: «Mi piacerebbe sperimentare con diversi mezzi espressivi. Ci sto riflettendo da molto tempo, ma ho sempre avuto delle preoccupazioni, soprattutto riguardo alla manutenzione e al cambiamento di alcuni principi. Tuwaiq Sculpture sarà sempre un simposio sulla pietra, ma mi piacerebbe vedere una contaminazione, ad esempio tra la pittura e la pietra. L’uso di colori diversi. So che stiamo già mescolando diverse tonalità di granito, ma mi piacerebbe vedere anche l’integrazione dell’acciaio. In questa edizione, infatti, uno degli artisti, Juan Caicedo, che viene dalla Colombia, ha utilizzato l’acciaio per la prima volta. All’inizio ero un po’ sorpresa, ma credo che il risultato sia stato straordinario e mi aspetto di vedere nuove contaminazioni in futuro».

Anna Terese Rasinka, Tuwaiq Sculpture, A Riyadh Art Program, 2025.

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