MACAM © Fernando Guerra
Ha aperto da pochi giorni a Lisbona il MACAM – Museu de Arte Contemporânea Armando Martins, un nuovo spazio espositivo che arricchisce il già vivacissimo panorama artistico della capitale portoghese. Il museo prende il nome dal suo fondatore, l’imprenditore immobiliare e collezionista Armando Martins, classe 1949, che ha voluto celebrare in grande stile i suoi – precisamente – 51 anni di passione per l’arte. Tanto è il tempo passato dall’acquisto della prima opera – un dipinto dell’artista portoghese Rogério Ribeiro, comprato per farsi un regalo per i suoi 25 anni – che diede il via alla sua raccolta, la quale consta, attualmente, di circa 600 pezzi. Ed è proprio questa collezione a rappresentare il nucleo fondativo del MACAM, che si propone come piattaforma per valorizzare il proprio patrimonio ma anche per mettere in dialogo altre collezioni private, rendendo accessibili al pubblico opere che altrimenti rimarrebbero confinate in spazi esclusivi.
Dopo quasi 20 anni di ostacoli burocratici, crisi finanziarie e pandemie, l’ambizioso sogno di Armando Martins ha dunque finalmente preso forma. L’apertura del MACAM avviene peraltro in un momento di fervore per la scena culturale lisbonese. Dopo la recente riapertura del Museu do Design e del Centro de Arte Moderna Gulbenkian, e in attesa dell’inaugurazione del museo dedicato a Julião Sarmento, il MACAM si inserisce in un panorama in crescita, contribuendo a rafforzare il ruolo della capitale portoghese come hub culturale europeo.
La sede del MACAM è situata nel Palácio dos Condes da Ribeira Grande, una residenza del XVIII secolo tra i quartieri di Alcântara e Belém, lungo il fiume Tago. Costruito nel 1701 e passato nelle mani di diverse famiglie nobili, il palazzo ha ospitato per lungo tempo una scuola pubblica prima di rimanere inutilizzato. Acquistato nel 2007 da Martins, l’edificio ha subito un lungo processo di ristrutturazione, su progetto dello studio di architettura Metro Urbe, che ne ha preservato elementi originali come le facciate, la scenografica scalinata, i soffitti decorati e la fontana del giardino.
A questa struttura storica si affianca una nuova ala contemporanea, caratterizzata da una facciata rivestita di azulejos tridimensionali realizzati dalla ceramista portoghese Maria Ana Vasco Costa. L’ampliamento ha permesso di ricavare 2mila metri quadrati di spazi espositivi, un auditorium, un ristorante, una caffetteria e un art bar ospitato in un’antica cappella. Ma la peculiarità del MACAM è il suo hotel a cinque stelle, per una vera esperienza immersiva nell’arte: le opere della collezione di Martins sono infatti esposte sia nelle aree museali pubbliche che in 64 camere private ricavate nel complesso. Gli ospiti dell’albergo avranno accesso esclusivo allo scalone monumentale, alla biblioteca e anche alla palestra con vista sul campanile.
La raccolta di Martins include alcuni dei più importanti artisti portoghesi del XX secolo, tra cui Amadeo de Souza-Cardoso, Maria Helena Vieira da Silva, Helena Almeida, Julião Sarmento e Paula Rego, accanto a nomi di rilievo internazionale come Marina Abramović, Olafur Eliasson, Elmgreen & Dragset e Dan Graham. Tra gli artisti prediletti dal collezionista spiccano il modernista Eduardo Viana e il tedesco Albert Oehlen, la cui opera rappresenta per lui una sintesi tra rigore concettuale ed energia espressiva.
Oltre alla collezione permanente, il MACAM di Lisbona affiderà anche delle commissioni per lavori site specific, come quelli dell’artista canadese Angela Bulloch e del portoghese José Pedro Croft per le terrazze esterne, mentre una grande installazione dello spagnolo Carlos Aires è allestita nell’art bar del museo, concepito come un luogo di incontro tra arte e performance.
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