Drone image of Kanal. Image credit Atelier Kanal
Dopo queste ultime settimane di incertezza, il Kanal – Centre Pompidou rompe il silenzio e rende pubblico il programma di apertura. Il nuovo grande museo di arte moderna e contemporanea e architettura di Bruxelles sarà inaugurato il 28 novembre 2026. Una notizia attesa, soprattutto perché arriva dopo un periodo in cui l’apertura stessa del progetto sembrava tutt’altro che scontata.
L’annuncio del programma inaugurale dissipa, almeno in parte, le nubi che nelle scorse settimane si erano addensate su Kanal. Nonostante uno stato di avanzamento dei lavori prossimo al completamento, il progetto era finito al centro di un acceso dibattito legato a un ipotetico drastico ridimensionamento del budget, a causa dell’assenza di un governo pienamente operativo nella Regione di Bruxelles-Capitale. Uno scenario che aveva alimentato vari interrogativi sulla sostenibilità economica e sulla possibilità di rispettare il calendario. La pubblicazione ufficiale del programma rappresenta dunque anche un segnale politico e istituzionale.
Kanal sorgerà all’interno dell’ex fabbrica Citroën, un imponente edificio industriale di 40mila metri quadrati, trasformato dal consorzio internazionale Atelier Kanal – che riunisce EM2N (Zurigo), noAarchitecten (Bruxelles) e Sergison Bates architects (Londra). Il complesso ospiterà cinque piani di spazi espositivi, una grande galleria ipogea alta sette metri, auditorium per performance e cinema, laboratori, spazi per le comunità, caffè, un ristorante panoramico sul tetto, un forno interno e aree di attraversamento pubblico accessibili gratuitamente durante tutta la giornata, collegate a una nuova piazza urbana.
«Kanal apre un nuovo capitolo nella storia culturale di Bruxelles e non solo. Concepito fin dall’inizio come un museo, l’istituzione nasce in una città caratterizzata da intensità artistica e assenza istituzionale: un luogo in cui le pratiche contemporanee hanno prosperato a lungo senza un museo dedicato all’arte moderna e contemporanea. Kanal nasce in risposta a questa condizione, non come correttivo, ma come proposta», ha dichiarato Kasia Redzisz, Direttrice Artistica di Kanal.
Il cuore del programma di apertura sarà la grande mostra A truly immense journey, prima tappa di una serie di esposizioni a lungo termine realizzate in collaborazione con il Centre Pompidou di Parigi. L’esposizione riunirà oltre 350 opere provenienti principalmente dalla collezione parigina, affiancate da lavori della collezione Kanal e da prestiti di istituzioni pubbliche e collezioni private belghe e internazionali. Accanto a figure centrali della modernità come Lygia Clark, Sonia Delaunay, Alberto Giacometti, Natalia Goncharova, Wifredo Lam e Henri Matisse, il percorso includerà artisti contemporanei attivi sulla scena internazionale e brussellese, tra cui Sammy Baloji, Edith Dekyndt, Aglaia Konrad e Hana Miletić.
Accanto alla mostra di collezione, la stagione inaugurale comprenderà varie esposizioni personali – di Joëlle Tuerlinck, Manon de Boer, Joshua Serafin e Banu Cennetoğlu – mostre collettive, grandi commissioni pensate per gli spazi pubblici del museo e un programma articolato di danza, cinema e musica. Un’attenzione particolare sarà rivolta al coinvolgimento diretto della città: cittadini, collettivi e organizzazioni di Bruxelles saranno invitati a occupare e attivare parti dell’edificio con progetti, workshop e performance, rafforzando l’idea di Kanal come infrastruttura culturale e sociale, oltre che museale.
Nel programma inaugurale di Kanal rientra anche la mostra collettiva An infinite woman. Black archives in two acts, che affronta in chiave critica l’eredità visiva e simbolica del colonialismo. Il progetto prende avvio da un episodio emblematico: l’immagine di una donna Mangbetu del nord-est del Congo, divenuta nel 1925 icona propagandistica della spedizione coloniale La Croisière Noire promossa da Citroën, la stessa azienda che pochi anni dopo avrebbe costruito il grande garage di Bruxelles oggi riconvertito in museo.
Articolata in due atti, la mostra ricostruisce prima la circolazione di queste immagini come “feticci etnografici” consumati in Occidente attraverso riviste, esposizioni e film; quindi mette in scena il loro rovesciamento contemporaneo, mostrando come artiste e artisti della diaspora africana abbiano riappropriato e sovvertito quegli archivi. Opere di Raphaël Barontini, Faith Ringgold, Carrie Mae Weems, Barbara Walker, Roméo Mivekannin, Temitayo Ogunbiyi, Carrie Mae Weems, Barbara Walker e altri restituiscono nuove forme di visibilità e conoscenza, rompendo i meccanismi di riproduzione coloniale.
Per i progetti speciali, Otobong Nkanga interverrà in uno dei grandi spazi aperti del museo, con una installazione, appositamente commissionata, composta da telai in legno. Inserito nell’ex garage Citroën, spazio simbolo della produzione industriale, il progetto invita a riflettere sul lavoro e sulle strutture economiche che sostengono le istituzioni culturali. Artista di riferimento della scena contemporanea, Nkanga vive e lavora ad Anversa, ha ricevuto una Menzione Speciale alla 58. Biennale di Venezia ed è stata incaricata dal MoMA – Museum of Modern Art di New York di realizzare un progetto per l’Atrium.
Tra le altre commissioni annunciate, il grande parco giochi indoor di 700 metri quadrati progettato dal collettivo britannico Assemble, vincitore del Turner Prize nel 2015. Pensato come un paesaggio immaginario fatto di colline, vulcani e pianeti lontani, lo spazio sarà accessibile gratuitamente a visitatori di tutte le età a partire dai quattro anni, ribadendo l’attenzione del progetto verso l’educazione e l’uso pubblico del museo.
Una sezione autonoma sarà dedicata a Kanal Architecture, che accoglierà la collezione e l’archivio dell’ex CIVA, centro cittadino per l’architettura, il paesaggio e l’urbanistica. La mostra inaugurale, Right to the city – Right to the future, affronterà la storia spesso traumatica della modernizzazione di Bruxelles, mettendo in luce il ruolo non solo di architetti e urbanisti, ma anche di attivisti e cittadini nei grandi processi di trasformazione urbana del secondo Novecento.
«Con Kanal-Centre Pompidou, Bruxelles ha il potenziale per diventare il fulcro della creazione contemporanea europea. Stiamo aggiungendo un tassello mancante, e senza dubbio essenziale, all’eccezionale ecosistema artistico di questa città. Attualmente non esiste nessun altro progetto simile in Belgio o in Europa», ha aggiunto Yves Goldstein, Amministratore Delegato di Kanal.
Con l’annuncio del programma, Kanal riafferma la propria ambizione di colmare una storica assenza nel panorama culturale di Bruxelles: quella di un museo pubblico dedicato all’arte moderna e contemporanea. In un momento in cui le grandi aperture museali sembrano concentrarsi soprattutto tra Qatar, Emirati e Arabia Saudita, l’avvio di Kanal rappresenta un segnale significativo per l’Europa, tanto più perché nasce da un lungo e complesso processo politico, istituzionale e urbano.
Con il progetto MeGa, Popsophia, il festival dedicato alla divulgazione filosofica, entra nel programma di Art City Bologna, sperimentando un…
Art Genève 2026: dal 29 gennaio al 1° febbraio, al Palexpo di Ginevra, la quattordicesima edizione tra mercato, istituzioni e…
Milano MuseoCity celebra la decima edizione con 154 istituzioni coinvolte, progetti speciali, aperture inedite e un programma diffuso che dialogherà…
A Palazzo Manfrin si terrà una grande mostra che esplorerà l’archivio progettuale di Anish Kapoor: l’esposizione inaugurerà durante la Biennale,…
Con Mountain Echoes, Yuval Avital costruisce un’opera d'arte corale, a partire dai paesaggi sonori della Valtellina: il progetto è parte…
Aperto di recente al pubblico, Casabianca, il nuovo spazio espositivo sul lungolago di Como, è concepita come un’accogliente dimora ma…