Categorie: Musei

In Sardegna, il sogno del nuovo MAC di Lula sta per diventare realtà

di - 26 Febbraio 2021

Un sogno diventato realtà, quello di Domenico Fumagalli e Mariolina Mannia, la coppia che regalerà a Lula il MAC, il suo primo museo d’arte contemporanea. La passione per l’arte dei due coniugi ha generato una nuova storia d’amore, dando il via a un circolo virtuoso sotto il segno della bellezza e della cultura. Ma non senza impegno, lucidità, sostegno esterno e tanta fiducia nel progetto.

«Centro nel cuore della Baronia, nella Sardegna centro-orientale, famoso per storia mineraria, tradizioni religiose e culinarie, paesaggi spettacolari e siti preistorici, Lula si inerpica sulle pendici occidentali della catena del Monte Albo, tra boschi di leccio, tassi, ginepri e macchia mediterranea dove vivono mufloni e nidificano aquile reali. Lula è un centro di 1500 abitanti a quaranta chilometri da Nuoro, con una lunga storia, dal Neolitico al recente passato», si legge nella home del sito del MAC Lula.

Questo racconto ha quindi inizio in un piccolo paesino sconosciuto ai più, ma certo non privo del fascino della natura e della tradizione sarda. Non a caso, è proprio questa comunità ad aver dato i natali a Mariolina e aver adottato Domenico, divenendo per loro molto più che un’ignota località della Sardegna. Con la promessa di fare la differenza, il paese è stato scelto dai due come culla e custodia della loro collezione d’arte, ricca d’artisti sardi, italiani e internazionali, di diverse generazioni, come Gianfranco Baruchello, Silvia Argiolas, Alberto Burri, Ugo Carrega, Giuseppe Chiari, Mario Giacomelli, Matteo Fato, Arcangelo Sassolino, Nino Longobardi, Yoko Ono. Ed è qui, tra boschi di leccio, tassi, ginepri e macchia mediterranea, dove vivono mufloni e nidificano aquile reali, che nasce il sogno del MAC Lula.

Domenico, Mariolina e il loro progetto

Lei, agente assicurativo a Nuoro, lui, consulente assicurativo ma, soprattutto, mecenati e collezionisti per passione. Nel 2017 nasce l’associazione Julia Spazio D’Arte preposta alla concretizzazione del progetto del MAC Lula, pensato per essere un museo diffuso. «L’idea del museo diffuso è venuta a Domenico tre anni fa. Io dodici anni fa avevo acquistato una casetta nella piazza principale a Lula, dove sono nata, famosa perché la facciata ospita un Murales del 1981 dei maestri Francesco Del Casino e Diego Asproni, fatto con gli studenti delle scuole medie per protestare contro il taglio del bosco del Montalbo. Mi proposero di venderla, ma non ero interessata. Allora Domenico rilanciò: perché non farne un museo di arte contemporanea con la sua collezione privata?», ricorda Mariolina in un articolo per il Corriere della Sera.

Nell’agosto del 2018, è stato reso pubblico il bando internazionale per un concorso di idee sulla progettazione del museo, rivolto ad architetti e ingegneri, associati e non: si richiedeva di lavorare su tre abitazioni storiche di Lula, mantenendone intatti i connotati territoriali ma con il coraggio di guardare a un futuro dal respiro internazionale. Alla fine dell’anno, viene scelto il progetto dell’architetto padovano Luca Zecchin.

Verso l’apertura del MAC Lula

«Il passato come amico», raccomandava il celebre architetto Louis Kahn. Una storia da tramandare, quella di Lula, non meno importante della sfida sociale e innovativa di Domenico e Mariolina, anzi, il suo punto di partenza. Luca Zecchin ha colto appieno questo spirito, proponendo una visione che, partendo dalle abitazioni esistenti, ne ingloba – letteralmente – i nuovi corpi, da lui chiamati “scrigni”. Una vera e propria operazione di innesto che, lungi da creare estraneità, definisce un rinnovato ecosistema. Questo è così ben bilanciato da farci domandare se fosse nei piani di quelle case storiche da sempre, e forse, è proprio questo il punto.

I lavori di ristrutturazione dei tre immobili sono partiti ad aprile dello scorso anno ed è ancora Mariolina a dichiarare: «Contiamo di finirli per giugno e di inaugurare il museo a settembre. Per allora avremo bisogno di un curatore, oltre che di una persona che lo tenga aperto almeno tre giorni alla settimana: venerdì, sabato e domenica. Finora Domenico ha investito 300mila euro, la Fondazione Sardegna ce ne ha dati 20mila e Argea 200mila a fondo perduto». Insomma, la macchina è pronta a partire, non resta che designare chi la porterà avanti.

Sebbene sulla carta sia una scommessa non facile, il MAC Lula punta con forza al raggiungimento di importanti obiettivi sociali e culturali per la comunità, con l’idea di favorire una rete culturale unitamente alle altre importanti istituzioni del territorio. E a noi non resta che chiederci: la bellezza (del MAC Lula) salverà il mondo?

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