Categorie: Musei

L’inverno 2022 del MACRO, tra nuove mostre e i progetti espositivi

di - 30 Dicembre 2021

Una mostra in due atti come una pièce da commedia dell’arte, un racconto per celebrare la Città Eterna e poi un’etichetta musicale e tutti i segreti per creare un libro. Il MACRO continua a tenere fede alla sua mission di «Museo per l’immaginazione preventiva», come da statement del direttore Luca Lo Pinto e, per la stagione invernale 2021-2022, presenta i suoi nuovi progetti espositivi, che andranno a rinnovare il percorso tra le sezioni del museo, attraverso l’esplorazione di media e linguaggi eterogenei. Il 10 febbraio 2022 verranno presentate la personale di Nicolás Guagnini, un’installazione ispirata a “Remoria”, libro di Valerio Mattioli, e un progetto dedicato a Presto!?, l’etichetta sperimentale fondata nel 2008 dal musicista elettronico Lorenzo Senni. Il 24 febbraio, invece, sarà la graphic designer Goda Budvytytė a presentare il suo progetto, che ci farà conoscere il processo di creazione del libro.

Proseguono parallelamente i progetti espositivi delle altre sezioni, arricchendosi di nuovi interventi e approfondimenti. È prolungata fino al 6 marzo la grande personale di Jason Dodge “Cut a Door in the Wolf” che dal 18 al 23 gennaio ospita “The Rehearsal, a (shady) dance”, un intervento della coreografa e danzatrice Alix Eynaud. Inoltre, continuano fino al 27 febbraio i progetti monografici dedicati a Patrizia Vicinelli, nel cui ambito saranno proiettati alcuni film che hanno coinvolto la poetessa, e a Salvo, che si arricchisce di un intervento sonoro con il live dell’artista e sound designer Ramona Ponzini, che si terrà il 24 febbraio.

Inverno 2022: le nuove mostre del MACRO

Lo spazio della PALESTRA ospiterà “Farces and Tirades”, mostra che presenta 15 anni di ricerca di Nicolás Guagnini, scanditi in una struttura drammaturgica ispirata alla “commedia dell’arte”, in due atti: il primo andrà in scena dal 10 febbraio, il secondo dal 14 aprile 2022, in un’alternanza di ironia e sovversione. Le opere diventano le “maschere” e lo spazio espositivo si trasforma in palcoscenico. Non vi è un unico tema, né una divisione cronologica o gerarchica ma un semplice canovaccio da seguire, che attraverserà diversi media. Nato a Buenos Aires, nel 1966, artista, curatore, scrittore, insegnante, Nicolás Guagnini è stato inoltre cofondatore a New York della società cinematografica indipendente Union Gaucha Productions e di Orchard, uno spazio-galleria gestito collaborativamente da un gruppo di artisti, storici dell’arte, critici, curatori e filmmaker.

Nicolas Guagnini, Raft, 2014, Galerie Max Mayer

Nello STUDIO BIBLIOGRAFICO, il libro “Remoria”, pubblicato nel 2019 da Valerio Mattioli, assumerà una forma inedita: al centro della sala, come un totem, uno video realizzato da VEGA mostra i materiali underground e d’archivio che hanno permesso all’autore di tracciare la storia e la mitologia della Città Eterna, nelle sue borgate e nelle sue periferie. Alle pareti, come affreschi di una navata, una serie di poster dedicati al quartiere romano di Centocelle. Abbandonando le pagine stampate, le parole di Mattioli accolgono il visitatore nel paesaggio esperienziale di una Roma delle sottoculture, delle discariche e del Grande Raccordo Anulare. Parte del progetto espositivo è un public program che coinvolgerà scrittori, filosofi, esperti e ricercatori di architettura, urbanistica e storia, tutti provenienti dalla città di Roma.

Presto!?

“Four Musical Procedures” è la mostra dedicata all’etichetta discografica Presto!?, progetto fondato da Lorenzo Senni e caratterizzato dalla volontà di superamento di alcune convenzioni della discografia, oltre che da un intenso dialogo con l’arte visiva e il graphic design. Dal 2008, l’etichetta ha pubblicato quasi 40 dischi di artisti provenienti da tutto il mondo. La mostra si sviluppa in quattro sezioni, ognuna dedicata a un diverso artista dell’etichetta, per poi culminare in una performance live in primavera.

Per la sezione IN-DESIGN, la graphic designer Goda Budvytytė esplorerà il processo di creazione del libro, partendo dalla sua materia prima, la carta, e dispiegandone gli elementi costitutivi in una dimensione spaziale e performativa. “Touch, colour and fold”, titolo della mostra, sono i sostantivi che corrispondono a una specifica componente del bookmaking: “tatto” per la carta, “colore” per l’inchiostro, “piega” per la legatura. Questi aspetti sono esplorati grazie al coinvolgimento di professionisti provenienti da altre discipline: la coreografa e performer Ula Sickle, la fotografa Rasa Juškevičiūtė, lo scrittore e curatore Bernardo José de Souza.

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