Categorie: Musei

La National Gallery riscrive le sue regole e si apre all’arte del Novecento

di - 11 Settembre 2025

Il 2025 sarà ricordato come l’anno in cui la National Gallery di Londra ha deciso di riscrivere le proprie regole. Dopo due secoli trascorsi a custodire il grande canone della pittura europea, dalle pale rinascimentali a Monet, la celebre istituzione di Trafalgar Square ha annunciato un investimento epocale da 375 milioni di sterline che cambierà il suo destino: la costruzione di una nuova ala e la revoca del divieto di collezionare opere successive al 1900.

Il progetto, battezzato Project Domani (sic), prende forma grazie a due donazioni da 150 milioni di sterline ciascuna da parte della fondazione Crankstart di Michael Moritz e dell’Hans and Julia Rausing Trust, a cui si aggiungono 75 milioni dal National Gallery Trust e da un gruppo di benefattori anonimi. È il più grande investimento in un museo britannico dai tempi dell’apertura della Tate Modern nel 2000. Un vero colpo da maestro per la National.

Un museo che cambia senza cambiare

La nuova ala sorgerà dietro la Sainsbury Wing, dove oggi si trova lo St Vincent House, e il concorso di architettura per sceglierne i progettisti è appena stato lanciato. L’apertura è prevista per dopo il 2030. «La National Gallery ha sempre avuto il pregio di essere a misura d’uomo, un luogo che si può visitare in un giorno, senza sopraffare il visitatore come accade al Louvre o al Prado», ha dichiarato al Guardian il direttore Gabriele Finaldi, precisando che l’intervento non ne stravolgerà l’atmosfera.

Eppure il cambiamento è radicale. La National Gallery ha sempre seguito una linea precisa per le sue esposizioni: fermarsi al 1900, lasciando il campo del modernismo e della contemporaneità all’altra grande istituzione londinese, la Tate. Una divisione che però è risultata sempre più anacronistica e che oggi viene definitivamente archiviata.

Addio al tabù 1900

Quando Finaldi assunse la direzione nel 2016, non nascose la sua frustrazione: «È leggermente irritante arrivare al 1900 e non poter andare oltre». In realtà, alcune eccezioni c’erano già state – Picasso e Cézanne sono da tempo presenti in collezione – ma ora il muro cronologico è stato abbattuto.

Le ragioni sono evidenti: più il 1900 si allontana, più diventa naturale considerarlo parte di una narrazione ampia della storia dell’arte. E poi c’è un’altra urgenza, quella di riequilibrare il canone. Delle oltre 2.300 opere custodite dalla National Gallery, solo 27 sono di mano femminile. Estendere il raggio al Novecento e oltre significa anche poter includere artiste fino a oggi escluse.

National Gallery vs Tate?

Il primo ministro Keir Starmer ha salutato la notizia come «Una svolta fantastica per la National Gallery e per le arti in generale», sottolineando i benefici economici e formativi dell’investimento.

L’annuncio è stato accolto con favore anche dalla direttrice della Tate, Maria Balshaw, che ha parlato di un’opportunità per «Rafforzare la collezione nazionale nel suo complesso». Ma in un momento di calo di visitatori e difficoltà finanziarie, la Tate si troverà a condividere con la National la responsabilità – e la competizione – del racconto dell’arte moderna.

Articoli recenti

  • Bandi e concorsi

Italia Pazza, la open call che invita gli artisti a ripensare la borsa

Fondazione Italia Patria della Bellezza lancia la seconda edizione di ITALIA PAZZA, la open call che mette in palio residenze…

8 Aprile 2026 17:30
  • Arte contemporanea

Non è un concerto. Non è una mostra. Sono le frequenze estreme di Marco Fusinato al PAC di Milano

Dopo i duecento giorni di “noise” alla Biennale di Venezia 2022, l'artista australiano torna in Italia con la sua prima…

8 Aprile 2026 15:00
  • Personaggi

Addio a Christine Ruiz-Picasso: scompare la “madre” del Museo Picasso Málaga

Si è spenta a 97 anni in Provenza la nuora del genio andaluso. Senza la sua tenacia e la sua…

8 Aprile 2026 14:53
  • Mostre

Un rave d’arte a Trastevere: l’installazione di Mattia Pajè da Supernova

Per la sua mostra negli spazi di Supernova a Roma, Mattia Pajè lavora sulla cultura del rave come spazio potenziale,…

8 Aprile 2026 13:46
  • Mercato

Art Cologne debutta a Palma, con una fiera vista mare

«Non c’è un’altra isola nel Mediterraneo con una scena artistica così consolidata». Lo racconta a exibart il direttore Daniel Hug,…

8 Aprile 2026 13:13
  • Musei

Centre Pompidou Hanwha: a giugno l’apertura della nuova sede a Seoul

Mentre la sede parigina rimane chiusa per lavori, il Centre Pompidou apre una nuova sede a Seoul, in collaborazione con…

8 Aprile 2026 12:55