Convertire e ampliare gli edifici di un campo profughi danese della Seconda Guerra Mondiale per creare il nuovo Museo dei Rifugiati della Danimarca (FLUGT): una sfida che diviene realtà grazie alla collaborazione tra lo studio di architettura Bjarke Ingels Group (BIG) e il designer di mostre Tinker Imagineers. Alla base, la volontà di condividere le storie dei rifugiati di tutto il mondo.
Centrale e fondamentale, un quesito in particolare: come accogliere e curare i nostri concittadini quando sono costretti a fuggire? Un tema più che mai attuale è così esplorato all’interno di una struttura architettonica che collega il passato con il presente, situata a Oksbøl: un ampliamento modellato sulla base degli storici edifici ospedalieri del campo profughi della Seconda Guerra Mondiale.
Uno spazio di 1600 mq in cui l’acciaio e il vetro convivono coni mattoni rossi della struttura preesistente. Così, i due edifici che originariamente contenevano l’ex ospedale sono collegati da curve morbide, una silhouette ondulata all’interno della quale si snoda il percorso museale: un ambiente accogliente dalla ricca tattilità.
Oltre che condividere e svelare le storie del più grande campo profughi della Danimarca, nonché la storia dell’esperienza vissuta dai rifugiati del nostro tempo, FLUGT cerca di dare una voce e un volto agli esseri umani che sono stati costretti a lasciare le loro case.
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