Elisa Giardina Papa, She grew paws. She preferred the lineage of goats and ducks, 2023. Still from single-channel 4K video. Courtesy of the artist and Galeria Tanja Wagner
Ecologia, diritti, immaginari contemporanei da costruire: sono i temi del presente che attraverseranno la stagione espositiva 2026 del MACTE – Museo di Arte Contemporanea di Termoli, scandita da un programma articolato di mostre, ricerche e nuove produzioni, per riaffermare il ruolo dell’istituzione museale come spazio di confronto e pensiero critico, offrendo al pubblico strumenti per leggere le trasformazioni culturali, sociali e politiche del nostro tempo.
Ad aprire l’anno sarà l’ultimo mese di Scollamenti: La collezione in circolo, prorogata fino al 31 gennaio 2026 e accompagnata da un public program pensato per coinvolgere pubblici diversi attraverso pratiche partecipative e divulgative. Tra gli appuntamenti, il 10 gennaio, Il labirinto aromatico, laboratorio sensoriale che intreccia arte, natura e percezione olfattiva, e il 17 gennaio Scopri le storie dell’arte contemporanea, incontro dedicato alla lettura dei linguaggi artistici del presente.
Dal 20 febbraio al 16 maggio 2026 il MACTE presenterà la prima delle nuove mostre in programma, Io, testimone, la personale di Zehra Doğan (1989, Diyarbakıra) cura di Francesca Guerisoli. Tra installazioni, video, arazzi e bambole, l’esposizione ripercorre l’esperienza di prigionia che ha segnato profondamente la pratica dell’artista curda che reinterpreta il disegno come strumento di resistenza e denuncia. Sospesa tra infanzia e mitologia e incarnata nella dea serpente, la figura femminile diventa emblema di lotta, metamorfosi e rinascita.
Dal 5 giugno al 26 settembre 2026, il museo diretto da Caterina Riva ospiterà due nuove produzioni realizzate con il sostegno della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura nell’ambito dell’Italian Council (13ma edizione, 2024). Con queste mostre parallele, le opere entrano a far parte della collezione permanente, rafforzando la vocazione del museo come luogo di committenza e valorizzazione della ricerca contemporanea.
Con Anime di Cristallo, Silvia Mariotti (1980, Fano) sviluppa un progetto ispirato alle peculiarità geologiche, botaniche e culturali delle Azzorre: fotografie e sculture danno vita a ecosistemi ibridi abitati da creature immaginarie, presentate come fossili del presente.
Ingrid Hora (1976, Bolzano) presenta invece Cloud Catchers, a cura di Emanuele Guidi: un’installazione video a tre canali, accompagnata da interventi scultorei, che riflette sul desiderio umano di dominare e contenere l’acqua, mettendo in dialogo immagini filmate nel Mediterraneo con flussi visivi provenienti dai social media e da fonti scientifiche.
Nel periodo autunnale, da ottobre 2026 a gennaio 2027, il museo presenterà la personale di Elisa Giardina Papa (1979, Medicina), a un anno dalla vittoria del premio mostra alla 64ma edizione del Premio Termoli. La sua pratica, basata su una ricerca approfondita su archivi storici e sociali, porta alla luce storie dimenticate, luoghi periferici e miti legati alla femminilità, attraverso video installazioni e film sperimentali che mettono in discussione narrazioni dominanti su storia, progresso e identità.
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