Categorie: Musica

decibel_ascoltàti | Robin Fox, Populos, Sakamoto, Sanso-xtro, Primo Disco Compatto, M_ _sica

di - 30 Agosto 2005

Robin Fox, “Backscatter”, (DVD, Synaesthesia/Demos, 2005)
L’australiano Robin Fox per il suo debutto con Synaestesia, label di musica elettronica e sound art, ha utilizzato le immagini generate da una serie di dati audio mandati come segnali ad un oscilloscopio a raggi catodici. Il metodo è semplice e scarno, con un sapore quasi scientifico più che estetico, ma il risultato è in alcuni casi affascinante. Quello che si vede è praticamente ciò che si sente. Il tipo di fruizione, indotto dalle dieci suite, descrive immagine e suono come due qualità espresse ad uno stato diverso del medesimo evento. L’aspetto minimale e la disarticolazione della ritmica dei suoni utilizzati inseriscono Fox nel solco della recente tradizione segnata da Carsten Nicolai e Ryoji Ikeda. (m.a.)

Populos, “Queue for love”, (CD/LP, Morr Music/Promorama, 2005)
Alla sua seconda prova musicale per la tedesca Morr Music, Populos (Andrea Mangia) tocca gli aspetti più intriganti delle attuali esplorazioni hip-hop ed elettroniche. Niente di nuovo, apparentemente, se non fosse che, ad emergere in maniera così evidente, è pur sempre la brillantezza del giovane musicista salentino. Queue for love si snoda attraverso un percorso stilistico che conduce dai Boards of Canada, ad Isan, da Prefuse 73 ai Clouddead e si distingue dal precedente Quipo per una maggiore presenza della voce (Matilde Davoli e Doseone) e di suadenti apporti acustici (c’è anche lo zampino dei Giardini di Mirò) che arricchisce il lavoro di sottili sfumature timbriche e melodiche. (m.a.)

Ryuichi Sakamoto, “Chasm”, (CD, KA’ + B/Promorama, 2005)
Dopo sette anni Ryuichi Sakamoto si cimenta nuovamente con una produzione pop. Chasm evidenzia ancora una volta l’eclettismo del noto compositore giapponese, la sua ineludibile curiosità a spaziare dall’elettronica alla musica etnica, dall’Hip Hop alla Techno, dal cantautorato all’Ambient al Minimalismo. Il tutto condotto con una tale disinvoltura, indubbiamente indice dell’esperienza professionale di un musicista che, a più di cinquant’anni, dimostra un’incontenibile verve creativa. Il nuovo album tratteggia non uno stilema, eventualmente riconducibile al Pop, ma ad una sua accezione molto più ampia che riflette il proliferare postmoderno di generi e tendenze. Da sottolineare tra gli altri (Noto, Amedeo Pace dei Blonde Redhead, Cornelius) i contributi di Arto Lindsay (War & Peace) e soprattutto di David Sylvian che, sempre meravigliosamente uguale a se stesso, mette a disposizione di Sakamoto la sua profonda e malinconica, ormai inconfondibile, voce. (m.a.)

Sanso-xtro, “Sentimentalist”, (CD, Type/Promorama, 2005)
Un piccolo gioiello ricco di suoni, rumori e riverberi che si schiudono all’ascolto in maniera imprevedibile. Dalle mani della promettente Melissa Agate, già batterista della band avant rock Sindog, giunge il nuovo cd Sentimentalist frutto di una felice simbiosi tra strumenti acustici (piccole campane, ukulele, kalimba…) e processing digitali. Il carattere epifanico del suono, della sua rivelazione ed intrusione nello spazio acustico diviene per la giovane musicista australiana motivo di costruzione di esili architetture sonore curate con certosina mania. (m.a.)


AA.VV, “Primo Disco Compatto”, (CD, Idroscalo, 2005)
Disco compatto numero uno è il titolo della prima release che l’etichetta romana idroscalo dedica alla musica elettronica sperimentale e, nel contempo, una proposta di riflessione sul significato e sul valore dell’ascolto che la musica elettronica ha assunto ai nostri giorni.
Cosa accadrebbe se espropriassimo la musica del suo autore ovvero se privassimo completamente l’ascoltatore di ogni riferimento, di ogni traccia riguardante il musicista, la persona? Rimarrebbe qualcosa o, come accade nelle più comuni dinamiche della distribuzione musicale, tutto svanirebbe dietro un nome? È l’esperimento messo in atto in questo cd. La track list (irreperibile) è costruita su un percorso che tocca il minimalismo sonoro, la sound art e il sound design all’interno del quale i singoli contributi degli artisti si confondono in un’indefinita traccia la cui unica cifra comune sembra essere la ricerca della dimensione fisica del suono, della sua naturalità; lo spazio sonoro definito, rivelato da questa con-fusione è il luogo vuoto, l’avanzo dove risiede l’autore espropriato, appunto, della propria identità autorale. Ne aspettiamo il seguito. (a.m.)

M_ _sica, “Musica per bambini”, (CD, Betulla Records, 2005)
Da Cuneo, invece, la numero 03 per il catalogo Betulla Records, l’etichetta del Nord Italia maggiormente impegnata sul terreno del suono elettronico e da sempre dedita alla braindance.
M_ _sica, dell’eccentrico Manuel Bongiorni è progetto originale e interessante che spezza le convenzioni, da amare alla follia o, immediatamente, scartare con fastidio. Grande attenzione e lucidità soprattutto sui testi delle dieci tracce che compongono il cd, i quali si muovono tra provocazione e ironia, nonsense e luoghi comuni in una sorta di dadaismo elettronico, un pastiche testuale e musicale senz’altro post-moderno che è in grado di lasciare a bocca aperta. Qualunque ne sia il motivo. (a.m.)

marco altavilla
alessandro massobrio

link correlati
www.synrecords.com/label.html
www.demosrecords.it
www.morrmusic.com
www.promorama.it
www.typerecords.com
www.idroscalo.widerstand.org
www.betullarecords.com

decibel – Sound art e musica elettronica è un progetto editoriale a cura dimarco altavilla

[exibart]



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