I libri-intervista rischiano sempre di essere noiosi. Monotematici. Monocordi. Unidirezionali. Il lavoro certosino fatto attorno a questa lunga intervista rivolta dalla giornalista Elena del Drago alla direttrice del Castello di Rivoli Ida Gianelli ha permesso di dribblare agilmente questo rischio.
Le domande e le risposte scorrono fluide. La direttrice è personaggio serio, rigoroso, ma mai una volta nel corso dell’intervista le sue repliche risultano noiose o pesanti. Il testo offre una vastissima gamma di spunti. Questo primo numero dei Quaderni Museali dell’editore Luca Sossella (il prossimo sarà dedicato al Palazzo delle Esposizioni di Roma) dovrebbe infatti parlare sostanzialmente del Castello di Rivoli. In realtà l’intervista attorno al più importante museo d’arte contemporanea del paese (ed al più stimato direttore, come ha limpidamente indicato un recente sondaggio proprio su exbart.com) non è altro che una scusa per affrontare molteplici argomenti.
Il colloquio spazia dalla situazione dell’arte contemporanea attuale al confronto con la situazione di venti o trenta anni fa. Dal rapporto con gli artisti al ruolo del curatore. Dalla creazione di una collezione credibile ai problemi di bilancio. Si discute su Rivoli, sì, ma in fondo si parla di sistemi ben più ampi. Si accenna alla nascita del museo torinese, ma in realtà si ripercorre la situazione artistica italiana degli anni Ottanta.
Letteralmente istruttive per gli addetti ai lavori, eccezionalmente interessanti per gli appassionati. Le riflessioni di Ida Gianelli affrontano con eleganza ed estrema competenza l’attuale panorama dell’arte contemporanea italiana. E dimostrano come possa essere azzeccata l’idea di dare la parola ad una figura (potenzialmente) emblematica della scena culturale: il direttore di museo.
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