Neppure negli ultimi mesi di vita, quando già stava componendo l’oscuro e profetico Blackstar, il White Duke aveva smesso di reinventarsi. Oggi scopriamo che, parallelamente a quell’album-testamento, pubblicato pochi giorni prima della morte, avvenuta il 10 gennaio 2016, David Bowie coltivava un progetto teatrale sorprendente: un musical ambientato nella Londra del XVIII secolo, intitolato The Spectator. La rivelazione arriva dal V&A East Storehouse, che il 13 settembre inaugurerà il David Bowie Centre, spazio in cui sarà custodito l’archivio di 90mila pezzi.
Gli appunti sul musical sono stati ritrovati in un quaderno fitto di note e su post-it attaccati alle pareti del suo studio newyorkese e raccontano l’interesse di David Bowie per la satira e i costumi sociali dell’Inghilterra georgiana. Il titolo rimanda al celebre quotidiano The Spectator, uscito solo per pochi mesi, tra il 1711 e il 1722 ma considerato come uno dei primi esempi di giornalismo moderno, che immortalava vizi e virtù della capitale.
Tra i personaggi che avrebbero potuto animare la scena c’erano Jack Sheppard, il ladro popolare che diventò eroe del popolo, e Jonathan Wild, il giustiziere che orchestrò la sua cattura. Tra le note, anche diverse notizie sui Mohock, giovani aristocratici dediti a risse notturne e atti di violenza gratuita, simboli di un potere decadente.
Secondo la curatrice Madeleine Haddon, Bowie rifletteva sul ruolo degli artisti in quell’epoca e su come si potesse costruire un commento satirico attraverso l’arte e lo spettacolo. Domande che sembrano risuonare con la stessa urgenza nel nostro presente.
Se Bowie è ricordato come musicista, performer e icona pop, non va dimenticato che il teatro è stato un filo rosso nella sua formazione. Negli anni ’60 studiò arti drammatiche con Lindsay Kemp, assorbendo la tradizione della pantomima e della performance, mentre la sua fascinazione per Anthony Newley alimentò i primi esperimenti musicali. Nel 2002 dichiarava alla BBC che avrebbe sempre voluto scrivere per il teatro, con la speranza di «Raggiungere un pubblico vasto, indipendentemente dal linguaggio scelto».
The Spectator sarebbe stato, in questo senso, il compimento di un desiderio coltivato per tutta la vita: portare la sua visione sul palcoscenico, trasformando la storia in allegoria e il passato in commento del presente.
Gli appunti, insieme alla scrivania su cui furono scritti, saranno visibili al pubblico nella nuova sede del V&A East Storehouse a Hackney Wick, nella zona est di Londra. Accanto a 200 oggetti permanentemente esposti, i visitatori potranno consultare su richiesta qualsiasi documento dell’immenso archivio.
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