Categorie: napoli

fino al 1.IV.2003 | Daniele Bacci | Napoli, T293

di - 6 Marzo 2003

Una dialettica tra costrizione e aspirazione alla libertà: questo il motivo portante di un percorso monotematico che si dispiega tra le sale della T293. Daniele Bacci (Lucca 1975) espone una serie di progetti architettonici di edifici scolastici, dipinti che nella mancanza di modulazione cromatica -che non sia quella necessaria a definire le diverse facce dei corpi solidi- vogliono creare un’illusione di immagine digitale. L’idea di spersonalizzazione dell’arte, sottintesa a questa apparente mancanza di “manualità”, dialoga con quella di ambienti ideati per l’uomo ma di fatto invivibili. Alcune tele rappresentano uno stesso edificio da diverse angolazioni, a voler quasi mostrare che da nessun lato è possibile comunicare con l’esterno. La forma e metaforicamente la sua funzione: questi spazi sono progettati non per incoraggiare il libero sviluppo intellettuale, ma per perpetuare un sistema che ha bisogno di autoriprodursi per sopravvivere. Il tema è ancora più esplicito in due immagini uguali, che, dipinte sulla parete, sembrano fare da filo conduttore di questo percorso: un grande albero dipinto sulla parete, legato ad un palo che ne vincola ed indirizza la crescita.
Ma gli intenti dell’artista non si fermano qui. La costrizione non soffoca l’aspirazione alla libertà. In una diapositiva proiettata su una parete, filari di pioppi crescono in ordinate file parallele, tutti intervallati dalla stessa distanza. Ma di quelli in primo piano Bacci disegna sul muro le radici. Ciò che a prima vista si percepisce come unità protesta il suo essere fatto di molteplici individualità, e mostra quello che non si vede ma c’è, dietro l’apparente accondiscendenza ad un ordine prestabilito.

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paola vitolo


Galleria T293 Via Tribunali, 293 Napoli. Tel 081 295882, T293@libero.it , H 16:00-20:00. Dal martedì al sabato. Fino al 1 aprile 2003. Ingresso libero

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