Il progetto nasce proprio nel clou di un periodo di crisi sociale,
economica e morale che attraversa Napoli, città che si ritrova con un’immagine
negativa sullo sfondo di un additato fallimento amministrativo. Questa crisi
inevitabilmente si ripercuote anche sulla cultura, ed è proprio la cultura che
qui si rende protagonista di una reazione in risposta a questa condizione di
ristagno, anche come momento di riflessione per riprendere a lavorare sul
futuro. Realizzare questa mostra al Museo Madre, in un momento così
problematico soprattutto per i tagli delle risorse da destinare alla cultura,
assume un significato speciale, anche alla luce che hanno coinvolto lo stesso
museo.
La rassegna racconta la Napoli di oggi, una città sempre
straordinaria nel suo lento mutare, e davanti a queste fotografie ci si chiede
se l’immagine sia veramente ciò che si vede, come esprime l’espressione
dialettale del titolo.
Antonio Biasucci, con le sue inquadrature silenziose
della zona dei Tribunali, quasi invita ad addentrarsi nei misteri dei vicoli
dell’antica Neapolis; gli scatti frontali e senza “filtri” di Luciano Ferrara rivelano il volto e la vita dei “femminielli” di via Toledo, del Rettifilo e della Sanità; Luigi Spina mostra il risultato dei
suoi studi delle sculture classiche, di cui ne esalta la muscolare sensualità;
nei paesaggi di Aniello Barone ritraenti
le montagne di rifiuti, Napoli veramente non è riconoscibile.
La sequenza di scatti dei fotografi dell’Agenzia Controluce
raccontano con allucinante realismo la scena di un delitto. Nelle “spose di carne e pizzi prelevate
dall’universo unicamente napoletano” vi è tutta la poetica barocca della
fotografia di Oreste Pipolo. Con
un’esperienza alle spalle di documentazione del fenomeno camorristico e del
tessuto sociale delle periferie napoletane, Gianni Fiorito presenta una serie di interessanti scatti di set
cinematografici, come quello di Sorrentino con la maschera di Toni Servillo.
Monica Biancardi invece regala una serie di ritratti
di vari mestieri, volti con in evidenza le mani, incorniciati con luci al neon
a richiamare le edicole votive, costante presenza questa nei vicoli del centro
storico. Le fotografie surreali degli “abbracci” di persone per strada di Luciano Romano stanno quasi a
simboleggiare il desiderio dei napoletani di voler ricucire la ferita prodotta
negli ultimi tempi dall’emergenza rifiuti e dal fenomeno camorristico.
Sicuramente sono di grande interesse anche i lavori di Peppe Avallone, Bruno Del Monaco e Fabio Donato, che raccontano le relazioni tra Napoli
e l’arte attraverso i ritratti di artisti illustri come Francesco Clemente, Hermann Nitsch, Andy Warhol e altri ancora.
giuseppe capuano
mostra visitata il 3 dicembre 2010
dal 3 dicembre 2010 al 10 gennaio 2011
O’ Vero! Napoli nel mirino
a cura di
Eduardo Cicelyn, Mario Codognato e Giovanni Fiorentino
MADRe – Museo d’Arte Donna Regina
Via Settembrini, 79 (zona San Lorenzo) – 80139 Napoli
Orario: da lunedì a venerdì ore 10-21; sabato e domenica ore 10-24; martedì
chiuso
Ingresso libero
Info: tel. +39 08119313016; www.museomadre.it
[exibart]
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