Categorie: napoli

fino al 10.V.2004 | Richard Serra | Napoli, Museo Archeologico

di - 1 Marzo 2004

In ogni sala una scultura, due in quella più grande. Le sculture, però, sono tutte scomparse: ne è rimasto solo il basamento. E’ ferro forgiato. Forse non è nemmeno il basamento, ma solo un grosso blocco che ne riproduce le forme e il peso. Il dubbio assale: “La mostra dov’è?”. La mostra è lì, ma non si vede.
E’ un unico lavoro, che chiede di essere “letto”, capito, senza separare quei blocchi dal contesto in cui sono inseriti. Ci si allunga, infatti, dall’altra parte del cortile sul quale si affacciano le quattro sale della mostra e ci si accorge con sorpresa che i blocchi riprendono tutti le forme e le altezze dei basamenti marmorei romani qui esposti.
Basamenti marmorei decorati, completamente scolpiti o con varie iscrizioni incise, lasciati a giacere come abbandonati accanto a blocchi di ferro forgiato, senza alcuna decorazione, posti al centro di sale completamente restaurate e messi in evidenza da una splendida illuminazione.
Da una parte il passato ritrovato, ma poi nel tempo dimenticato, abbandonato, e divenuto uno “scomodo peso da gestire”, dall’altra il presente desiderato, tanto faticosamente raggiunto e adesso trasformato nell’immagine nuova della città. Eppure quelle forme erano già nel museo, sono sempre state nel museo e un artista americano, che non ha fatto altro che metterle in evidenza, fa scalpore.

L’opera di Richard Serra (San Francisco, 1939) racconta la nostra storia, la storia di chi è chiamato a gestire questi beni, a costruire il presente di questa città senza dimenticarne il passato. Viene da chiedersi se quei ritrovamenti archeologici, considerati di così poco conto rispetto a quelli ospitati “al coperto”, sarebbero in un altro paese lasciati alle intemperie e presentati così senza la minima indicazione.
Quei basamenti marmorei stanno lì perché non abbiamo avuto il coraggio di scegliere di lasciarli sottoterra. Perché non abbiamo il coraggio di staccarcene, di decidere tra quello che va abbandonato e quello che va salvato e recuperato.
L’opera di Serra sta lì perché chiamiamo altri, non italiani, a decidere per noi. Ancora una volta, come per l’installazione Naples in Piazza del Plebiscito, Serra non ha fatto che mettere in evidenza il contesto che ospita il suo lavoro. Il soggetto di quel lavoro non era altro che la città (che si richiudeva e conteneva solo se stessa), il soggetto di questo lavoro è il museo con tutto ciò che contiene, del passato e del presente.
Inutile, forse, avvicinarsi ai blocchi, cercare dietro una strisciata del flex o dietro una zona in cui la fusione è rimasta più compatta, una volonta estetica dell’artista: l’artista non c’è. Egli guarda, osserva, regista, poi pone degli ostacoli, degli elementi di disturbo. E l’opera diventa il pubblico che con questi elementi interagisce ed attorno ad essi si muove.

marco izzolino


MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE
Piazza Museo, 19 Napoli (80137)
orario: tutti i giorni 9.00 – 19.30; chiuso il martedì
biglietti: la visita alla mostra è compresa nel biglietto per i l Museo Archeologico di Napoli. Intero: 6.50€ – Ridotto : 3.25 € per i cittadini dell’Unione Europea con età compresa tra i 18 e i 25 anni. Gratuito per i cittadini dell’Unione Europea sotto i 18 e sopra i 65 anni
catalogo: realizzato dalla Regione Campania distribuito in mostra da Electa Napoli
ufficio stampa: Barbara Izzo tel. 06 692050220 fax 06 69942202 cell. 348.8535647 e-mail izzo@civita.it  
curatori: Eduardo Cicelyn
telefono evento: 848800288



[exibart]

Visualizza commenti

  • Non voglio mettere in discussione l'autorevolezza e anche la bravura di un artista come Richard Serra che nei suoi due interventi napoletani è riuscito esattamente in quello che è l'intento del suo lavoro, e cioè l'intervento sull'ambiente, anche di grande impatto scenografico. La monumentalità dei suoi progetti lo avvicinano molto al contesto dell'architettura e della definizione del moderno spazio urbano: Non sono invece d'accordo sul fatto che questo metta in discussione il senso delle esposizioni d'arte contemporanea, anzi caso mai le legittimano: E' la più assoluta legittimazione del fatto che le opere d'arte contemporanea siano al loro posto nei musei, a fianco alle opere d'arte antica e anche ai grandi reperti dell'archeologia: non c'è alcun dubbio sul fatto che Richard Serra si senta l'erede della grande tradizione dell'arte che viene dal passato. Il suo intervento può stare alla pari con Fidia e Michelangelo, non è una lettura: E' un'affermazione, e i musei la leggittimano. Che poi il critico veda una presa di posizione nel senso di riscattare le opere d'arte "abbandonate" nel cortile, mi sembra una vera e propria forzatura. Intanto quelle opere, anche se esposte alle intemperie, sono visibili al pubblico, a differenza delle migliaia, dico migliaia di opere che giacciono nelle soffitte e nei depositi di palazzo Reale, e stiamo parlando di opere che vengono da Pompei e Ercolano con le quali si potrebbero allestire più musei. E poi che significa che sono esposti alle intemperie? Il Partenone non è forse esposto alle intemperie? E i templi di Paestum? Di Agrigento? Laddove le coperture fanno tali danni, come nel complesso di Piazza Armerina
    che si sta scolorendo ogni giorno di più, al progetto per l'Ara Pacis, quantomeno discutibile. Ma qui si tronerebbe alla famosa polemica "romantica" sulla poetica del "pittoresco"difesa da John Ruskin e dagli inglesi, contro quella del restauro e della ricostruzione voluta da italiani e francesi, Canova e Viollet Le Duc...
    Io non vedo lo scalpore di questa mostra, che non desta certo sorpese se non in chi si è domandato se le opere erano piene o vuote, insomma un lieve moto di curiosità!

Articoli recenti

  • Mostre

Al Poldi Pezzoli di Milano l’opera simbolo del Grand Tour incontra la regia di Ferzan Ozpetek

Fino al 4 maggio 2026 la mostra Meraviglie del Grand Tour mette in dialogo i capolavori di Panini con la…

23 Marzo 2026 19:04
  • Arte contemporanea

Milano Art Week 2026: oltre 400 eventi tra istituzioni, spazi indipendenti e fiere

Milano Art Week fa dieci anni e torna, dal 13 al 19 aprile 2026, con oltre 400 eventi, tra mostre,…

23 Marzo 2026 18:42
  • Musei

Museo Arte Contemporanea Cavalese: le mostre del 2026, tra partecipazione e territorio

Il Museo d’Arte Contemporanea di Cavalese presenta il programma delle mostre e dei progetti del 2026, puntando sull'incontro tra territorio…

23 Marzo 2026 17:56
  • Attualità

Ibrahim Mahama è stato aggredito in Ghana: istituzioni e comunità artistica chiedono chiarezza

L’artista di fama internazionale è stato vittima di un attacco da parte della polizia ghanese. Le istituzioni culturali di Tamale…

23 Marzo 2026 15:04
  • Fiere e manifestazioni

The Collector.Chain Prize: Annalies Damen è la vincitrice del premio di Art Defender

In occasione di MIA Photo Fair BNP Paribas 2026, il riconoscimento conferma la stretta relazione di Art Defender con la…

23 Marzo 2026 13:15
  • Arte contemporanea

Una città in eterno movimento: l’immaginario di Roma per Umberto Vattani

Dall’immaginario contemporaneo di Roma città eterna, alla valenza diplomatica dell'arte: intervista a tutto campo all'Ambasciatore Umberto Vattani, a margine della…

23 Marzo 2026 12:30