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Fino al 10.X.2016 | Le domaine enchanté | Galleria Acappella, Napoli

di - 4 Ottobre 2016
Ispirata alla famosa opera murale di René Magritte che ha prestato, per l’occasione, anche il nome, la collettiva “Domaine Enchanté”, in mostra alla Galleria Acappella di Napoli e a cura di Domenico De Chirico, si confronta con il surrealismo, in una dimensione che riguarda più il gioco che la rievocazione. Gli otto artisti chiamati a raccolta – Sebastian Burger, Alex Chaves, Leon Eisermann, Sayre Gomez, Morgan Mandalay, Orion Martin, Alexandra Noel e Zoé de Soumagnat – vagano liberamente nello spazio confinato di un’ispirazione precisa, data dallo stile e dai temi della pittura del famoso artista belga a cui, nel 1935, fu affidata la decorazione muraria della sala da gioco del Casinò di Knokke-le-Zoute, in Belgio.
Magritte, ricordato da De Chirico con quel famoso appellativo di «saboteur tranquille», che ne riassume, in parte, la poetica, rappresenta un pantano di riferimento, definito «leitmotif iconografico» ma che, per meglio dire, costituisce un vincolo, quasi un voto stretto e con il quale necessariamente si debba fare i conti. Dar prova del proprio attaccamento a un’influenza artistica, una sola ispirazione da seguire come un tema, è certo più estenuante qualora quel motivo non si trasformi, agli occhi dell’artista che lo segue, in qualcosa d’altro, un semplice suggerimento volatile, da cui trarre unicamente suggestioni.

È vero anche che il dipinto murale a Knokke-le-Zoute concede molto spazio allo spunto creativo degli artisti, proponendo una serie di icone che è possibile raccogliere e rimaneggiare, motivi che già godono di una certa fama nei contesti più disparati, come accade sempre alle grandi immagini, che viaggiano da sole. I cieli misteriosi dell’artista, così come le donne di Magritte, a fronte della criptica sensazione di smarrimento che suscitano, sono diffusi già altrove, trovando spazio finanche su tessuti e magliette, mentre anche la Pop Art deve molto all’insegnamento dell’artista belga, che ha promosso una visione dell’oggetto ridotto a segno, svuotandolo da qualunque concretezza funzionale. Allora, in questa mostra, la rifunzionalizzazione del segno spazia tra diversi termini, da Orion Martin, che ripropone l’illusione che trasforma le macchine in vegetali, a Sebastian Burger, che eredita quell’aspetto infruttuoso dell’immagine, rivelando però, in alcuni punti, tutto il suo realismo, con l’inserimento nella tela di oggetti d’uso comune. Con Magritte si entra nell’ordine della metafora e, in queste circostanze, l’agire di un artista del nostro tempo si fa più eccitante, muovendo un piano diverso dell’immaginazione, in cui si realizza una compiutezza di sensazioni personalissime e qualcosa si solleva, trasformando un pantano in un flusso creativo.
Elvira Buonocore
mostra visitata il 15 luglio
Dal 14 luglio al 10 ottobre 2016
Le Domaine Enchantè
Galleria Acappella
Via Cappella Vecchia, 8 – Napoli
Orari: dal martedì al venerdì, dalle 17 alle 20; il sabato dalle 11.30 alle 13.30
Info: galleriacappella@gmail.com

Nata a Pagani nel 1989, si forma come autrice parallelamente a una intensa esperienza di recitazione. Forte di una formazione classica, si muove poi al di fuori di un preciso percorso accademico, frequentando laboratori e stage di recitazione e scrittura teatrale. È parte della compagnia Teatro Grimaldello, per cui realizza testi e adattamenti. Collabora a progetti curatoriali.

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