In uno scenario magico è esposta una serie di foto alla quale l’autore, Giampiero Assumma, ha dato il nome di “Tempo, Luogo, Metallo”.
In mostra 60 fotografie a colori. Il percorso fotografico è animato da un allestimento di oggetti di archeologia industriale del cantiere di Bagnoli, a cura di Giovanna d’Angelo.
Giampiero Assumma vive e lavora a Napoli, ha anche una nutrita esperienza fotografica alle spalle avendo sperimentato diversi campi della fotografia. Questo è il suo secondo contatto con il pubblico, recentemente ha presentato il suo personale reportage sulla capitale portoghese a “La Feltrinelli ” di Napoli.
“Tempo, Luogo, Metallo” sono immagini raccolte nell’area del litorale di Nisida, Coroglio, Bagnoli, dalla chiusura degli stabilimenti ILVA all’inizio delle operazioni di bonifica. Un lavoro lungo quattro anni: dal ’93 al ’97. Non è un caso che le foto non abbiano didascalie, siano accompagnate solo da alcuni sporadici brani di scrittori che tentano di tradurre in parole il discorso del fotografo. Non è un reportage sul luogo, né tanto meno una registrazione storica dell’evento di trasformazione industriale. Dalle immagini traspare una sensazione di stasi, una sospensione nel tempo e nello
I soggetti di queste foto sono residui di vita: una landa desolata che sembra essere abitata solo dai cani, o da sporadici spettatori di una periferia con case e fabbriche spente.
Assumma è riuscito sviluppare un linguaggio personale. L’elemento fondamentale che racconta la foto è il colore, una dominanza di azzurro o di verde, tende ad armonizzare prima di tutto i cromatismi nelle sue foto, poi le forme: un linguaggio fatto di tagli ed isolamento, dove oggetto, animale e uomo sono in costante rapporto dialettico.
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Giampiero Assumma
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