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Fino al 14.X.2016 | Anish Kapoor | Casamadre Arte Contemporanea, Napoli

di - 29 Settembre 2016
L’autore di Descension, il vortice di flutti neri che mai si arresta, una delle opere più suggestive ed ipnotiche dell’artista angloindiano, Anish Kapoor (Mumbai, 1954) ritorna in Italia con una personale molto attraente perché organica, capace di stabilire una connessione trasparente e immediata con il visitatore, che può quasi toccare l’epidermide della scultura. In mostra presso gli spazi espositivi di Casamadre Arte Contemporanea, le opere di Anish Kapoor presentano una singolarità, fuoriuscendo dalla parete, dall’appoggio che pure le sostiene, per emergere indipendentemente dalla superficie e sorvolando il contesto. È forse per questa ragione che le opere sembrano voler respirare un’aria più ampia, molto più estesa della galleria, potendosi imporre soprattutto in uno spazio esterno, dove l’appartenenza al visitatore diventi minima, fugace ma simbolicamente più efficace. Del resto, le sculture di Kapoor hanno dato prova di una resistenza granitica proprio lungo le strade di città come New York, Londra e Chicago, dentro coacervi di un’umanità abituata all’arte come servizio sociale, che sia dunque la proposta di un’offerta amministrativa ben più ampia e sfaccettata. Dunque rientra in questa politica una certa produzione artistica messa al centro delle piazze e lungo le arterie più popolate di metropoli, dove l’opera presta il proprio contributo transitorio ed emergenziale. Opere come il Cloud Gate, il famoso “fagiolo” in acciaio inox al centro della AT&T Plaza del Millennium Park a Chicago, e lo Sky Mirror, esposto al Rockefeller Center di New York, hanno assunto un ruolo duraturo, rientrando pienamente nel complesso di architetture ben più articolate.
Per Casamadre, Kapoor presenta un ciclo di sei sculture e quattro disegni, concedendosi a Napoli con un’ennesima prova di sensibilità e permanenza nello spazio, già mostrata nel 2000, con l’imponente Tarantara, un’architettura composta da membrana sottile in cloruro di polivinile che campeggiava al centro di Piazza del Plebiscito. Le opere in mostra a Palazzo Portanna pongono al centro «l’idea della rotazione intorno ad una spatola che crea piatti, forme botaniche e rocchetti in cera, o opere in silicone e pigmento rosso» come Keriah II, una deformazione che tuttavia rimane in piedi, sporgendosi con i suoi gonfiori viventi, molto simili a viscere umane. Il titolo dell’opera cela uno dei suoi significati, sebbene gli altri siano lasciati all’osservatore, con beneplacito dell’artista: Keriah è la pratica funeraria ebraica che vede i parenti del defunto strapparsi le vesti, per segnare la devastazione più profonda di quel dolore. Qui la purulenza della ferita si mostra nella sua materia, crudamente esposta a quella distruzione che già le è propria. Talvolta, però, Kapoor adotta un linguaggio ben più asettico, chiuso all’essenziale, come per il grande specchio dell’ultima sala, Alluminium Mirror, dove è in scena un gioco ambiguo fra superfice concava e convessa che deforma la realtà ivi riflessa. L’ingigantimento di certe parti e la riduzione di altre, modifica la percezione dell’immagine che ciascuno ha di sé e dello spazio che si staglia intorno. Si tratta dunque di opere che dialogano con le immagini che le attorniano, presupponendole già nel lavoro di progettazione che riguarda l’artista e lui solo, per una volta.
Elvira Buonocore
mostra visitata il 29 giugno
Dal 28 giugno al 14 ottobre 2016
Anish Kapoor
Galleria Casamadre Arte Contemporanea
Piazza dei Martiri 58, Palazzo Partanna – Napoli
Orario: dal lunedì al venerdì ore 10,30 – 13,30 / 17 – 20, sabato su appuntamento.
Info: tel +39 081 193 60591, info@ lacasamadre.it

Nata a Pagani nel 1989, si forma come autrice parallelamente a una intensa esperienza di recitazione. Forte di una formazione classica, si muove poi al di fuori di un preciso percorso accademico, frequentando laboratori e stage di recitazione e scrittura teatrale. È parte della compagnia Teatro Grimaldello, per cui realizza testi e adattamenti. Collabora a progetti curatoriali.

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