Spyholes è un’immersione nelle profondità del vulcano e
della coscienza, intesa nell’antica accezione di sintonia fra istinto e
razionalità, scandita dal battito del metronomo in asincrono con le mani che
solfeggiano nei videolibri che
introducono la mostra. A suggerire uno sfalsamento fra intenzione e realtà,
talvolta provvidenziale. Come per lo sterminator
Vesevo – immortalato dalla finestra di casa per due anni – che, ritardando gli
appuntamenti eruttivi, diventa un innocuo gigante. Si attua quella che Albanese
definisce “immunizzazione”, rimozione
del pericolo, espressa nelle fotografie impilate a mo’ di grattacieli a formare
il plastico di una Napoli priva della sua “Montagna”,
celata da una cortina di nebbia.
Una ricerca condotta con attitudine
scientifica tra documenti e sopralluoghi, evidenziata dall’uso di titoli alfanumerici,
da catalogazione di materiali d’archivio. È l’energia ad affascinarla. Quella
che in Trittico sprigiona dal cratere,
assumendo le sembianze di un cavo incandescente che mima la traccia di un sussulto
sismico. E la trasformazione che l’evento energetico porta con sé. Un processo
naturale che ricalca quello creativo. Skin
Magma ne è la sintesi. Le mani dell’artista diventano lava che invade le
pareti, eppure quando si tenta di avvicinarle, i sensori spengono la
videoproiezione, rendendole inafferrabili.
Nella stanza attigua Marisa Albanese
ci consente di violare una dimensione privata. Regala frammenti esistenziali
ricostruendo dettagli del suo studio. Gli scaffali disegnati col filo; il
citofono, l’interruttore e il quadro elettrico fusi nell’ottone; il raccoglitore
e la sedia plasmati nell’alluminio. Ciascun elemento plastico conserva il
ricordo di un lavoro precedente. Il flusso temporale si condensa, come in V.01, videoanimazione in cui una linea
rossa mappa il processo di orogenesi del Vesuvio.
La metamorfosi della materia,
che è anche il fil rouge di Grand Tour 2.0, incantevole appendice
grafica che si dipana nel Gabinetto dei disegni e delle stampe. Evanescenti
esseri di virgole di china derivano dalla fusione tra uomo e animale. Nessuna delle
due parti prevale. Tra antropomorfismo e zoomorfismo, i disegni del ciclo Us&Them giocano con gli opposti che,
addensandosi al contatto, escono dal foglio facendosi tridimensionali.
Forze che si materializzano nei Diariogrammi – taccuini di viaggio in
cui l’artista raccoglie schizzi, messi in dialogo con le vedute della
collezione di Capodimonte – e poi si smaterializzano, “tradendo la linea”, passando dal luogo al non luogo. La penna è
l’ago di un sismografo che registra le sollecitazioni di una creatività
vulcanica.
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La
personale da Pino Casagrande
Alla Galleria Ciocca
di Milano
mara de falco
mostra visitata il 30 novembre
2010
dal
30 novembre 2010 al 16 gennaio 2011
Marisa
Albanese – Spyholes. Grand Tour 2.0
a
cura di Achille Bonito Oliva
Museo di Capodimonte – Auditorium e Gabinetto dei disegni e delle stampe
Via di Miano, 2 – 80131 Napoli
Orario: Auditorium: da lunedì a
sabato ore 14-19.30; domenica ore 9-19.30; G.D.S: da domenica a venerdì ore 9-14.00;
sabato ore 11, 16 e 17.30; pomeriggi feriali ore 16 e 17.30
Ingresso: intero € 7,50; ridotto € 3,50
Catalogo Charta
Info: tel. +39 0812294478; fax +39 0812294498; sspm-na@arti.beniculturali.it; www.museo-capodimonte.it
[exibart]
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