Bruna Esposito presenta a Napoli il suo ultimo lavoro dal titolo Madre Patria. La mostra, progettata da Angela Tecce, comprende due lavori bene allestiti negli spazi suggestivi di Castel Sant’Elmo. La mostra costituisce il riconoscimento che il Dipartimento Arte Contemporanea del Ministero ha tributato all’artista che nel 2001 ha vinto il “Premio per la Giovane Arte Italiana” (Esposito ha vinto il premio del pubblico) indetto dal CNAC di Roma.
Due stravaganti altalene, poste l’una di fronte all’
Lungo il percorso della terrazza, poi, colpisce la visione di una pianta rovesciata, il cui corpo si ritrova inserito all’interno di una massiccia campana. Il vaso della pianta è frantumato ed è possibile vederne le radici. La sensazione malinconica emanata da questo simbolo della
Ancora una volta Bruna Esposito riesce a colpire l’attenzione con circospezione: quello che vediamo non s’impone, ma lascia interdetti e attoniti, in quanto la percezione dell’opera non svela significati, ma invita ad entrare in uno stato di meditazione.
L’immaginario di Esposito riesce a decontestualizzare i luoghi, alterando la percezione sensitiva di chi osserva. Creano una sospensione dell’anima, che, svuotata di significati precostituiti, è poi colmata di emozioni incontrollate, spesso incomprensibili, che non derivano dal nostro io, ma ci sono suggerite dall’intimità dell’artista. Che ancora una volta riesce a varcare la soglia della segretezza di ognuno, e con eleganza ci svela i segreti di un personale mondo lontano.
Una chicca? Durante l’inaugurazione (durante i giorni di grande fermento a Napoli con l’apertura di nuove stazioni del metrò d’arte e l’installazione di Rebecca Horn in Piazza Plebiscito) Bruna Esposito si aggirava in abiti orientaleggianti servendo del buon liquore dentro golosi bicchierini di cioccolato!
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hai ragione master poppi!
Non sono mai riuscito a spiegarmi come facciano artisti del genere a continuare a lavorare e fare mostre.