Categorie: napoli

fino al 18.XI.2006 | Sebastiano Mauri | Napoli, NOTgallery

di - 4 Ottobre 2006

Incrocio di sessi, razze, età. Ma anche contaminazione di generi, tecniche e suoni. È il gioco degli innesti che caratterizza la ricerca di Sebastiano Mauri (Milano, 1972; vive a Roma), lo stesso gioco che regala alle sue opere un quid emozionale, misto alla freddezza del mezzo tecnologico.
In mostra la videoinstallazione Shadow of doubt, dove i tratti di un volto dipinto fanno da sfondo alla proiezione di molteplici identità, dai caratteri somatici più diversi, in un accavallamento di immagini che non sempre viene percepito come tale.
Prende vita così un confronto silenzioso, fatto di espressioni ed impercettibili smorfie, dove ognuno vede ciò che il proprio sguardo riesce a percepire. E ascolta ciò che il proprio stato d’animo vuole sentire. Anche il sonoro, infatti, è improntato su una duplicità: da una parte la voce ritmata dell’icona pop anni Ottanta Samantha Fox, dall’altra un canto trecentesco dal tono solennemente religioso. Lo spettatore può trovare affinità con l’uno o con l’altro volto, sintonizzandosi sulla frequenza che sente a sé più congeniale, in un rapporto empatico totalmente scevro di pregiudizi.
Gli still tratti dai video diventano poi ritratti veri e propri, sottratti alla mutazione delle forme. Risaltano così le ombre che danno il titolo all’opera e suggellano i vari passaggi dell’immagine, raccontandone i cambiamenti. Da ripresa a video, da video a proiezione, da proiezione a stampa; il risultato definitivo è, per forza di cose, alterazione del punto di partenza, emblema di un processo di metamorfosi cui tutte le forme, e le persone, sono assoggettate.

Chiude l’esposizione il lungometraggio dal titolo The song I love to: l’artista riprende personaggi scelti a caso mentre in sottofondo passa la canzone d’amore preferita di ognuno di loro. Il ritmo della sequenza dei soggetti è cadenzato da note ora più vivaci, ora più sdolcinate, che a loro modo raccontano qualcosa del protagonista, sostituendosi ad una descrizione convenzionale.
Come dire, ancora una volta, che il ritratto è racconto, monumento nel senso filologico del termine. E che il ritratto multiplo è il modo più efficace per raccontare, e ricordare, il corpo sociale di oggi, cosmopolita e multietnico, quanto mai caratterizzato da ombre e contraddizioni.

link correlati
www.sebastianomauri.com

alessandra troncone
mostra visitata il 28 settembre 2006


Sebastiano Mauri – Shadow of doubt
NOTgallery Contemporary Art Factory– Piazza Trieste e Trento,48 – 80132 Napoli (Quartiere S. Ferdinando)
Orario: mar – mer – ven 11.00-13.00
Mar – mer – gio – ven – sab 16.30- 20.00
In occasione della Giornata del contemporaneo, il 14 ottobre 2006, la mostra sarà visitabile dalle ore 11 alle 13 e dalle 15 alle 20
Biglietti: ingresso libero
Info: tel. +39 0810607028, fax +39 0812140986
info@notgallery.comwww.notgallery.com


[exibart]

Articoli recenti

  • Attualità

Iran, artisti uccisi durante le proteste: la repressione colpisce anche l’arte

Nel pieno delle proteste in Iran, emergono notizie sulla morte di artisti coinvolti o colpiti dalla violenza statale, mentre continua…

19 Gennaio 2026 12:44
  • Fiere e manifestazioni

Miart 2026: 30 anni di storia e una nuova impostazione per la fiera di Milano

160 gallerie provenienti da 24 Paesi, con diverse new entry, progetti speciali e nuove sezioni per la 30ma edizione di…

19 Gennaio 2026 11:35
  • Arte contemporanea

Una cosa giusta da fare a Kochi: intervista a Bose Krishnamachari, fondatore della Biennale indiana

Quella di Kochi-Muziris è molto più di una Biennale: tra antichi palazzi coloniali e mercati di spezie, l’arte trova tempi…

19 Gennaio 2026 10:30
  • Progetti e iniziative

Da Maurizio Cattelan a Liu Bolin: al via L’Aquila Capitale della Cultura 2026

Partito il programma di L’Aquila Capitale della Cultura 2026: tra i protagonisti, Marinella Senatore, Liu Bolin e Maurizio Cattelan nelle…

19 Gennaio 2026 9:30
  • exibart.prize

exibart prize incontra Sara Lovari

I materiali sono fondamentali, ma in realtà sono loro che trovano me

19 Gennaio 2026 9:12
  • Arte contemporanea

Spazio Rivoluzione, la nuova sede aperta a Roma

È stata inaugurata a Roma, con la collettiva MEGADEATH, la nuova sede di Spazio Rivoluzione, già presente a Palermo e…

19 Gennaio 2026 0:02