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fino al 18.XI.2010 | Alessandro Bulgini | Napoli, Changing Role

di - 19 Luglio 2010
La posta in gioco è alta. Alessandro
Bulgini
(Taranto, 1962; vive a Torino), in
questa prima personale napoletana da Changing Role, mette sul tavolo quattro
assi più uno, per dichiarare la propria indipendenza artistica. Bulgini innesta
un dialogo continuo con il visitatore, costringendolo a non rimanere passivo
davanti alla fruizione dei suoi lavori. I concetti sottesi alle cinque opere
esposte sono numerosi e soprattutto sono da scoprire perché ciò che si vede non
è semplicemente quello che è. Dalla prima manche si gioca essendo
svincolati da un percorso fisico e mentale già preordinato con il risultato
finale di trovarsi al centro di ().

La doppia parentesi, oltre a
essere un segno grafico, è un momento che indica lo “spazio e dentro si
sviluppa qualcosa che non può essere nominato, descritto e condiviso, ma che
abbiamo e produce benessere consapevolemente o inconsapevolmente
“, come scrive Alessandro Facente, curatore
della mostra.

Cin()que si pone su una linea concettuale che celebra la
lentezza e il meccanismo dei rimandi come via per meglio comprendere, oltre la
superficie dei black paint di
Bulgini. Due grandi dipinti lavorati solo in apparenza a monocromo fanno parte
di Hairetikos, una serie iniziata
nel 2007, dove l’eretico è l’artista che infrange le regole e rifiuta gli
assiomi preordinati per crearne di propri. L’eretico è anche il visitatore che
scopre tra le nuance di grigio e bianco, presenti tra le file della tela, un uomo
e una donna.


In questo ensemble di lavori già
avviati e nuovi esperimenti, lo spazio espositivo diventa la casa dello
stregone, o per meglio dire del bagatto, il mago raffigurato sulla prima carta
dei tarocchi, che simboleggia l’inganno e l’abilità. Bulgini-bagatto si
autoritrae nella scultura appoggiata sul tavolo e innesta un meccanismo
ripetitivo, in cui la testa dorata si muove secondo un ritmo senza sosta che
disegna la curva dell’infinito. La punta della Stella Fiammeggiante degli
alchimisti che contiene la G di God,
Gloria, Grandezza, Gravitazione, Gnosi, Geometria, Genio e Generazione, parte
da qua, poi prosegue nei black paint, nel quadro rotante, nel dittico rosa-nero
e infine nella finestra virtuale, l’interfaccia attualissima di Facebook.

Se nel grande autoritratto – dall’aspetto
ludico grazie alla dotazione di rotelle sul retro – si nota un imprinting tutto
sommato classico, nella scelta iconografica del nudo con il teschio accanto,
alla maniera del San Giovanni Battista, e nella posa meditata che richiama
quella di una scultura cinquecentesca, è nel pannello in pvc che gli
tradizionali strumenti sono avvolti nella ricerca sperimentale.


Bulgini, infatti, per un anno ha
scritto nella sua pagina del network la parola “vivo” e pubblicato
album da tre foto ciascuno; la pagina di Facebook è diventata un palinsesto
dove l’immagine frazionata si ricostruisce nel suo insieme e si vede ora in
questo risultato finale dal sapore unconventional.

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dal
21 maggio al 13 settembre 2010

Alessandro Bulgini – Cin()que

a cura di Alessandro Facente

Changing Role – Main Space

Via Chiatamone, 26 (zona Chiaia) – 80121 Napoli

Orario: da martedì a venerdì ore 10-13 e 15-19

Ingresso libero

Info: tel. + 39 08119575958; infogallery@changingrole.com;
www.changingrole.com

[exibart]

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