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Fino al 20.IX.2015 | Philip Taaffe, Christopher Wool | Galleria Casamadre Arte Contemporanea, Napoli

di - 8 Settembre 2015
Un accostamento non facile, quasi spigoloso, quello tra le opere di Philip Taaffe e Christopher Wool. La Galleria Casamadre Arte Contemporanea, questa volta, propone una doppia mostra personale che apre le porte a parecchi spunti di riflessione e, tra questi, quello più difficile da gestire è cosa sia davvero definibile, oggi, come astratto.
Di Philip Taaffe (Elizabeth, New Jersey, 1955) sono esposte opere legate al suo linguaggio più immediatamente riconoscibile, costituito cioè da elementi biomorfi, vegetali, simboli orientali, fusi o inglobati all’interno di una serrata geometria. Il risultato finale è la formazione di una struttura ad arabesco ben organizzata e calibrata, in cui si perdono i singoli elementi che la compongono. L’artista plasma forme sinuose dai colori vivi, sgargianti e seducenti, con sovrapposizioni di tonalità particolarmente raffinate ed eleganti, a tratti cangianti.
Se Taaffe procede per addizione e fusione, Christopher Wool (Chicago, 1955) si muove sul versante opposto, ovvero, sottraendo e scarnificando gli elementi che attinge dalla realtà esterna, ricomponendoli in base a un’idea dettata dall’impulsività del momento creativo. L’artista si concentra, quindi, prevalentemente sul processo piuttosto che sul suo risultato. L’underground urbano intride le sue opere che non potrebbero essere più lontane, dunque, dalle suggestioni orientali di Taaffe. Volendo trasfigurare l’accostamento dei due artisti, sviluppato lungo le pareti della Galleria, è come se si fossero cosparsi dei petali di fiore su dell’asfalto fresco, troppo brillante Taaffe, troppo spento Wool.
Entrambi gli artisti, americani e nati nello stesso anno, sembrano porre l’accento su cosa sia la definizione di linguaggio astratto, attraverso i loro lavori così distanti per estetica e intenti. Anche in questo caso, infatti, l’associazione tra i due è avvenuta sulla base di quella che viene letta come una presunta matrice astratta. La sensazione è che, invece, la realtà con le sue forme “oggettive” sia ben presente nella mente di entrambi. Forse, sarebbe più giusto parlare di una stilizzazione della forma in base a dei criteri personali che, in questo caso, possono essere l’addizione, la sottrazione, la fusione, la trasposizione, ma che viene operata sempre a partire da un dato reale. Gli arabeschi, in fondo, non sono altro che la stilizzazione e la geometrizzazione di foglie e fiori. Quindi, è indubbio che si definiscano astratte proprio quelle opere che, invece, presentano un legame molto forte con la realtà “oggettiva”, sotto il profilo figurativo.
Cosa possa essere inteso, oggi, per astratto è il grande quesito che emerge e che, in generale, accomuna i risultati di molti artisti americani attivi dagli anni ’50 in poi.
Arianna Piccolo
mostra visitata il 19 giugno 2015
Dal 10 giugno 2015 al 20 settembre 2015
Philip Taaffe – Christopher Wool
Galleria Casamadre Arte Contemporanea
Piazza dei Martiri 58, Palazzo Partanna – Napoli
Orario: dal lunedì al venerdì ore 10,30 – 13,30 / 17 – 20, sabato su appuntamento.
Ingresso: libero
Info: tel +39 081 193 60591, info@lacasamadre.it

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