Per Simone Cesarini la forma artistica è il risultato logico di un problema impostato razionalmente. Le coordinate sono molteplici: spazio, dimensioni, proporzioni e ambientazione. I modelli plastici che rappresentano in scala edifici architettonici inesistenti, sono realizzati personalmente dall’artista. Non c’è né astrazione né formalismo: la costruzione ideale dello spazio diventa la costruzione materiale dell’edificio. In un modello di
Quindi tutto ciò che rientra nell’ambito immenso della comunicazione visiva è oggetto di progettazione. Ecco la cifra veramente nuova che Cesarini immette in un’attività come la scultura: l’oggetto tridimensionale diventa un’opera concettuale perché investe tutto il suo valore nella capacità di comunicazione. Esso non deve avere per tutti lo stesso significato perché non si può più immaginare una società in cui tutto è standardizzato. E in fondo la scommessa è che Cesarini realizzi veramente in scala 1:1 qualcuna delle sue opere.
maya pacifico
mostra vista il 10 dicembre 2002
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