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fino al 21.IX.2007 | Seb Patane | Napoli, Galleria Fonti

di - 26 Luglio 2007

Dopo una serie di esposizioni in Inghilterra e nel resto d’Europa, Seb Patane sbarca a Napoli con la mostra Violenza d’Avanguardia. Il titolo è un’espressione presa in prestito dal movimento di estrema sinistra degli anni ’70 Lotta Continua, e si riferisce in particolar modo alla violenza che l’artista compie su opere già esistenti. Che si tratti di fotografie di attori o poster di propaganda poco importa. Ciò che interessa all’artista è distorcere l’immagine rendendola inedita, come a volergli donare una nuova vita, in cui il significato originario viene stravolto ed amplificato. Questa potrà sembrare una tecnica non nuova e già usata da altri artisti; in realtà, il fine di Seb Patane è quello di aggiornare immagini ormai finite nel dimenticatoio. Negando una realtà precostruita e dunque artificiale, ne propone una nuova, filtrata dal gesto dell’artista.
Ne è un esempio la foto/poster di Luigi Bobbio (uno degli esponenti di Lotta Continua) mentre viene arrestato nel 1968. L’immagine giganteggia nella sala, ed è impossibile rimanere indifferenti. Eppure ciò che lo spettatore vede non è Bobbio. Si assiste alla spersonalizzazione del soggetto: gli vengono coperti gli occhi con una barra nera, come in un’operazione di censura. Il risultato è un’immagine senza più tempo, slegata dal contesto storico e politico, totalmente decontestualizzata. E dunque libera di perdurare nel tempo.
Ancora, Patane espone rielaborazioni di vecchie stampe, dischi, copertine di libri, fotografie e incisioni che raffigurano attori in puro stile vittoriano, congelati in pose poco naturali, secondo il gusto del tempo. Il suo intervento è quello di cancellarne i volti, come una sorta di anti-ritratto, spiazzando lo spetta tore, che non riconosce più l’uomo. Quest’ultimo perde il proprio volto e diventa nessuno.
Non sembrerà un errore se le immagini non sono correlate di apposite didascalie. In realtà nessuna opera esposta ha il proprio cartellino, tipico segno riconoscitivo del manufatto d’arte; l’artista priva le sue composizioni di qualsiasi termine di identificazione. Sarà solo lo spettatore a doverne decifrare il significato celato al suo interno. D’altronde, in numerose interviste lo stesso Patane esprime il suo totale interesse verso l’integrazione tra i vari media e come essi vengono assorbiti, o meglio vissuti dalla collettività.
La colonna sonora è parte integrante dell’esposizione ed è il frutto della collaborazione tra l’artista in veste di dj ed il compositore dei Loozoo, Giancarlo Trimarchi. Anche la musica esprime violenza e nel suo incessante martellamento scandisce il percorso narrativo, come un continuum tra la figurazione, la rappresentazione e l’astrazione. Sottolineando ancora di più il senso di decontestualizzazione delle immagini per trasportarle in un luogo altro. La mente e il corpo sono una costante all’interno della mostra, in continuo contrasto tra loro. Lo spettatore viene rapito da un vortice di immagini, un’assemblage di fotografie, riproduzioni e musica, apparentemente senza un legame tra loro, ma che in realtà costituisce una trama intricata di vari elementi che interagiscono senza sosta.

claudia cardillo
mostra visitata l’11 luglio 2007


dal 23 maggio al 21 settembre 2007 – Seb Patane – Violenza d’avanguardia
Galleria Fonti, Via Chiaia n. 229, 80132, Napoli
Tel. 081 411409 – Info: info@galleriafonti.itwww.galleriafonti.it
Dal martedì al venerdì 16.30 – 19.30 – Ingresso libero


[exibart]

Visualizza commenti

  • la mostra era una schifezza insulsa, orrenda. meglio esporre in galleria questa recensione, almeno ha un senso e una forma curata.

  • La mostra non mi ha entusiasmato... ma la tua recensione l'ha resa migliore...

    Davvero complimenti!

  • non capisco perché exibart pubblichi la recensione di una mostra che normalmente non è visitabile, dal momento che la galleria fonti è sempre chiusa

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