Dopo la prima edizione vicentina
ai Chiostri di Santa Corona lo scorso maggio, la mostra promossa dall’Associazione
Independent Event Center fa tappa nell’antico Palazzo Paolo V, nello scenario
del Festival Benevento CittĂ Spettacolo. La cittĂ campana celebra la genialitĂ
del grande progettista brasiliano
Oscar Niemeyer (Rio de Janeiro, 1907) attraverso
un vasto
corpus di schizzi progettuali, disegni e serigrafie, in cui è vivibile il sentimento e
il romanticismo che l’architetto-artista comunica alla società .
Tutto ruota intorno alla
semplicità e all’efficacia del suo “fare architettura”: Niemeyer lavora a
stretto contatto con la natura; la sua ispirazione è la terra, i vasti scenari
paradisiaci brasiliani, le donne e la vita, il tutto proiettato in linee
morbide che hanno il potere di plasmare il cemento, con la finalitĂ di valorizzare
sempre i luoghi naturali.
In tutto il
corpus dei progetti esposti si deduce un
percorso caratterizzato da una continua crescita. M
ai statico: innovativo e
minuzioso, ossessionato dall’immagine artistica, riesce a teorizzare le sue
idee in modo quasi trasparente e leggero.
La mostra pone in primo piano sia
gli schizzi che il progetto dell’Auditorium di Vicenza, redatto in
collaborazione con l’architetto
Federico Motterle. Il progetto non ha mai avuto una
riproduzione reale, diversamente dall’altro progetto esposto anche sotto forma
di plastico: l’Auditorium di Ravello. In quest’ultimo le componenti dell’opera
architettonica – tecnica, materia e immaginario – si fondono in uno scenario
spettacolare, dove un edificio di cemento bianco a forma di elmo si staglia sul
mare della costiera amalfitana. I fruitori dell’auditorium incontreranno l’arte
e la natura, visibile attraverso un oblò proiettato verso il mare.
Sempre il mare, insieme ad altri
sfondi naturali, è l’ispirazione principale delle serigrafie e dei disegni
esposti nella sala contigua ai progetti. Si svela dunque il significato del
sottotitolo della mostra:
L’architettura dello spettacolo. Lo spettacolo
dell’architettura.
In questo modo è sottolineato e
sottinteso il rapporto romantico architettura-arte che Niemeyer forgia nei
propri lavori: progetta luoghi di arte e non solo, in rapporto simbiotico con le
altre forme espressive, volte a coinvolgere, comunicare e “
a migliorare la
vita”.