La dismissione dell’area industriale di Bagnoli è cominciata già da qualche anno. L’area occupata per un secolo dall’attività dell’industria dell’acciaio sta perdendo, demolizione dopo demolizione, la propria identità. Si presenta adesso come un orizzonte irreale, uno spazio per l’immaginazione, dove il futuro è ancora tutto da costruire e la memoria del passato ancora da
Dario Cusani utilizza diverse tecniche, dalla pittura al photocollage, e diverse tecnologie, dal pennello al mouse. Cosicché i frammenti della foto di un groviglio di cavi elettrici, possono trasformarsi in un piatto di spaghetti: spaghetti elettrici. E un oleodotto, in un enorme ragno. E le ciminiere in tante candeline su una torta, zattera persa in un mare nero in tempesta. Fotografia e pittura nell’arte di Cusani sono elementi che si riversano l’uno nell’altro fino a perdere la loro essenza costitutiva. «La foto è la rappresentazione della realtà, la pittura quella del sogno», dichiara l’artista; come per dire che l’arte è la facoltà di destrutturare la realtà, di trasfigurarla, fino a coglierne l’assurdo, come in una inutile corsa verso il precipizio.
L’artista sembra irrompere nell’arte visiva con un personalissimo codice che apprende più dalla musica che dalla pittura. Armonizzare la dissonanza, ridurre il tempo in un codice di segni, è l’aspirazione aritmetica e irrisolta del musicista, ed è anche il tentativo di Cusani (che musicista lo è davvero) di ricucire sulla tela con qualsiasi mezzo (analogico o digitale) il proprio pensiero e la propria aspirazione espressiva.
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Dario Cusani online
claudio silvestri
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