Gli artisti scelti dai due curatori, Massimiliano Tonelli e Paola Guadagnino, sono stati il senese Francesco
I Pennacchio Argentato hanno mostrato, attraverso brani di storie fantastiche, che si manifesteranno agli
Elemento comune ad entrambi i persorsi artistici è il ricorso strumentale alla luce; nel primo caso, racchiusa nella metafora del “faro”, diviene punto di riferimento per il viaggio/vita; nel secondo caso, intrappolata negli stati di superfici solide incolori (vetri o plexiglass), consente la percezione di una “profondità” che fisicamente non esiste.
Il giorno della inaugurazione lo spazio è stato anche il teatro di una performance della compagnia napoletana Babbaluck.
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