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Fino al 26.I.2013 | Liam Gillick. Four Propositions Six Structures | Sol LeWitt. Pyramids | Napoli, Galleria Alfonso Artiaco

di - 21 Dicembre 2012
La collocazione decisamente congeniale, all’interno del Palazzo Principe Raimondo De Sangro, individuata da Alfonso Artiaco per i nuovi spazi della sua galleria segna, nel passaggio dalla storica sede di Piazza dei Martiri, memore anche della gloriosa avventura di Lucio Amelio, il vitalismo di un lavoro che situandosi nel centro storico della città prova a rinsaldare, tra l’altro, i legami con una tradizione d’origine. Così, a pochi metri dalla Chiesa di Sant’Angelo al Nilo scandita dal quattrocentesco monumento sepolcrale del duo Donatello-Michelozzo, prova di un instancabile rapporto della città con i forestieri, e dalla “meccanica dell’effetto” della maniera di Marco Pino, prologo ideologico al tradimento dell’arte moderna, prende avvio una nuova stagione.

Le mostre di Liam Gillick (1964) e di Sol LeWitt (1928-2007), con cui si inaugura il nuovo spazio, sono la testimonianza di una persistente duplice identità, tesa da un lato a riaffermare un legame con un artista storico come LeWitt e dall’altro a suggerire la riflessione su nuovi esponenti: per Gillick si tratta della prima personale presso la galleria napoletana. Negli spazi “museali” della galleria, Liam Gillick propone una serie di lavori basati su delle proposizioni linguistiche che anticipano i temi che tratterà nel 2013 per il ciclo di lezioni per le Bampton Lectures alla Columbia University.

In quattro stanze si susseguono “Four Propositions Six Structures“, secondo i criteri cronologici scanditi dalle formule testuali dell’artista, combinate dissociazioni, tra le proposizioni da decriptare e le elementari strutture astratte. Seppur attraverso una disconnessione logica, o proprio attraverso tale procedimento, Gillick va alla ricerca di una metodologia che riconosca all’atto artistico la capacità di formalizzare concetto e struttura. Tale proposito appare eccessivamente contratto da una resa che dimostra sì un’attenta riflessione mediante un approccio fenomenologico alla percezione, ma è ristretta quasi ad un minimalismo di maniera, come a dire un’eccessiva estetizzazione, quasi a lasciar sospettare una punta di design. LeWitt è presente con la notevole serie di acquerelli Pyramids (1986), lavoro inedito in Italia, che sviluppa la forma del triangolo in una lunga ed ininterrotta sequenza costruttiva, scandita in dodici momenti. LeWitt ha affermato che «le piramidi sono create senza un sistema, ma da una serie di triangoli interrelati», dunque da un’apparente a-sistematicità si struttura un lucido progetto d’indagine delle possibilità spaziali dell’opera.

L’evocazione di una molteplicità di letture percettive è resa da una poetica di distillazione del colore, la profondità è ottenuta mediante lievissime differenze di gradazione cromatica, quasi una riduzione ai minimi termini dell’antica lezione di Paolo Uccello.

Massimo Maiorino

mostra visitata il 28 novembre 2012

dal 24 novembre 2012 al 26 gennaio 2013

Liam Gillick. Four Propositions Six Structures

Sol LeWitt, Pyramids

Alfonso Artiaco

Palazzo Principe Raimondo De Sangro

Piazzetta Nilo, 7 – (80134) Napoli

Info: Tel. 081 4976072, Fax. 081 19360164, info@alfonsoartiaco.com, www.alfonsoartiaco.com

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