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Fino al 27.VI.2014 | Ann Veronica Janssens | Museo Cappella Sansevero, Napoli

di - 12 Giugno 2014
Fu subito chiaro che, con lo specchio, si sarebbe instaurato un rapporto critico. Metafora della mente umana e insostituibile complemento d’arredo, tra processi di fabbricazione e psicoanalisi lacaniana, le superfici riflettenti sono argomento di una letteratura trasversale, da San Bonaventura a Foucault, passando per Hegel e gli “Specula”, come venivano indicati i trattati enciclopedici medievali, le summe del sapere costituito.
Insomma, l’osservazione dell’immagine riflessa è un gesto fisico quotidiano che, tuttavia, agisce nella profondità dell’atto concettuale e percettivo. Questa consapevolezza ha guidato Ann Veronica Janssens (Folkestone, 1956), la cui indagine artistica, attraverso installazioni e interventi urbani, si concentra proprio sull’esperienza sensoriale, sui modi – e sulle relative distorsioni – di percepire gli ambienti. “Quando Paola Servillo, direttore artistico della rassegna Meravigliarti 2014, mi parlò di un progetto da realizzare nella Cappella San Severo, ho pensato subito alle opere di Ann Veronica Janssens”, ci ha detto Alfonso Artiaco, partner dell’operazione, nella cui galleria, tra il 2007 e il 2010, furono allestite due personali dell’artista.

L’arte contemporanea sta vivendo un momento di intenso dialogo con l’antico ma entrare in determinati luoghi, particolarmente densi di simboli, non è mai un atto banale. Difficile, poi, immaginare uno spazio più concentrato della Cappella San Severo, sede degli eventi della rassegna culturale giunta al secondo anno. La chiesa, fatta costruire dalla famiglia dei principi Sansevero tra ‘600 e ‘700, nel cuore storico di Napoli, è tra i centri museali più visitati del capoluogo. Nell’unica navata, trovano spazio decine di sculture, tra cui il Cristo Velato di Giuseppe Sanmartino, e opere pittoriche, come l’affresco della “Gloria del Paradiso”, di Francesco Maria Russo. Oltre alle testimonianze materiali, ci sono le oscure leggende fiorite intorno alla fama di alchimista di uno dei principi, il controverso Raimondo Di Sangro.
L’installazione di Janssens, in collaborazione con Laurent Jacob, consiste di otto specchi circolari, di un metro di diametro, posizionati in orizzontale, sul pavimento labirintico, in zone visivamente strategiche. Un numero non casuale, ha specificato l’artista, perché l’otto è il simbolo dell’infinito. Su queste superfici, si riflettono i colori ancora accesi e le forme tardo barocche della volta affrescata. Il momento di bilico sensoriale crea una corrispondenza intensa, tra il fruitore e le strutture. Nel percorso contemplativo, allora, si anima la vertigine, come se lo spazio finto dell’immagine riflessa aprisse una prospettiva nella solidità dell’impiantito. La vista, ingannata dalla rifrazione, dopo aver superato il calcolato momento di spaesamento, indugia sui particolari figurativi e scopre gli elementi architettonici. Il gesto è minimo, rispettoso della stratificazione dell’ambiente, poco invasivo e, proprio per questo, percettivamente stimolante.
Ennesima dimostrazione di come la vista, senso conoscitivo immediato e, tradizionalmente, privilegiato dalla fruizione artistica, sia anche il più facilmente mistificabile.
mario francesco simeone
mostra visitata il 20 maggio
dal 20 maggio al 27 giugno 2014
Ann Veronica Janssens
Museo Cappella Sansevero
Via F. De Sanctis, 19/21 – Napoli
Orari: dal lunedì al sabato 09.30-18.30, domenica e festivi: 09.30-14.00 chiuso il martedì

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