Un binomio, però, possibile grazie alla pubblicazione on line della mostra “12 Progetti per Pompei” in corso alle Scuderie di Palazzo Reale a Napoli.
Artefice di ciò Graficagate.it, il portale del graphic design, che, d’accordo con la Soprintendenza archeologica di Pompei, dedica un’intera sezione alla mostra-evento.
La Soprintendenza archeologica di Pompei ha voluto offrire l’insieme delle proposte che sono state elaborate, perché in ognuna di esse i rispettivi proponenti hanno colto e sottolineato uno degli aspetti della complessità di Pompei e delle altre aree
Il fuoco, il Vesuvio, il capitello, la colonna romana e la terra sono stati fonte di ispirazione; ma anche la pianta della struttura architettonica della casa romana, la scrittura e la tabula.
Altri progetti propongono la fusione di due lettere diverse: la S di Soprintendenza e la P di Pompei.
Per Zelig, progetto vincitore, “l’idea guida è stata quella di creare un segno dichiaratamente contemporaneo, ma che nello stesso tempo fosse in grado di non fare violenza ai siti archeologici nel quale dovrà essere calato (pensiamo soprattutto alla segnaletica)”.
Questi i punti di partenza, la filosofia delle opere, il momento più importante è, ora, affidato alla percezione, sia essa diretta o veicolata dalla rete.
in collaborazione con
[exibart]
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Tutte le iniziative che riportano l'attenzione su pompei sono meritorie.E questo è un dato di fatto.Bisogna pero' vedere se ad interventi piu' o meno vagamente "monstre" come questo, come la recente "pompei by night" ( l'illuminazione per aprire gli scavi anche di notte) siano non dico necessari, ma almeno positivi per la città. Quanto all'impianto di illuminazione credo che non abbia grande utilità visto che la città vesuviana ha certo bisogno di essere tutelata e di migliorare la qualita' delle visite , non di aumentare il numero di visitatori.Ora il concorso che fornisce il materiale per la mostra parte certo dal bisogno di rendere leggibile il tessuto urbano pompeiano, dalla volonta' di creare una strategia di marketing per l'immagine del sito e non ultimo dalla necessita' di una produzione esteticamente organica di oggetti di merchandising. tre inizitive meritorie se estrapolate dal contesto della triste quotidianita' pompeiana. Tuttavia nell'apprendere che non solo, come già sapevo si è indetto un concorso per trovare un marchio a pompei, ma che lo si pubblicizza quasi fosse una cosa straordinaria mi chiedo ancora una volta: ma è di questo che pompei ha impellente bisogno? Un documento storico a cielo aperto le cui strutture sono ancora pressochè totalmente da documentare e pubblicare scientificamente, e cosa piu' grave un sito con centinaia di domus che necessitano non solo restauri ma pesanti consolidamenti forse dovrebbe evitare di farsi il make-up.
Chissa' se i bei pannelli zelig faranno la fine delle belle passerelle in legno di alcune domus della regio 1 e 2 ( se non ricordo male) e delle stazioni multimediali che costellano pompei e che sono entrambi inutilizzati? ( le case in questione sono tutte chiuse e i pc spenti)