Categorie: napoli

fino al 29.II.2004 | Global Warhol | Salerno, Complesso di Santa Sofia

di - 15 Gennaio 2004

Nel corso del sul fantomatico viaggio, Andy Warhol arriva a Salerno. Ed è qui oggi che, oltre a ridisegnare il personaggio Warhol, si descrive l’ormai “leggendario” mondo a lui circostante.
La mostra è suddivisa in tre sezioni. La prima, dedicata alla pittura e curata da Angelo Trimarco e Maria Grazia Panepinto, comprende opere provenienti da collezioni private italiane: i famosi “Vesuvius” (1985), i “Flower”, gli animali, alcuni marchi pubblicitari, fra cui la “Campbell’s Soup”, nonché numerosi ritratti, fra cui quelli di Man Ray, Mao, Guglielmo Achille Cavallini, Ernesto Esposito, Enrico Coveri e soprattutto quello di Joseph Beuys, che Warhol realizzò dopo l’incontro con l’artista tedesco presso la galleria Lucio Amelio a Napoli. I quadri presenti in mostra prevedono un unico filo conduttore che è la tecnica serigrafica, spesso arricchita da smalti, pittura acrilica, cotone, cartone, fino alla polvere di diamante e di polimero serigrafato su tela, un innesto straordinario che l’artista utilizza per realizzare le sue ombre… l’opera dal titolo Shadow è costituita da appena due colori che si distribuiscono su una piccola superficie, ma si manifestano in maniera assolutamente brillante.
Una seconda sezione riguarda la fotografia. Qui l’aspetto artistico si mescola con quello documentario ed è straordinario il risultato: Warhol diventa divo e al contempo turista accompagnato da un capo all’altro del nostro paese mentre legge L’Espresso o Il Corriere della Sera, oppure mentre dorme, si fa la barba, presenta le sue mostre. Le foto di Dino Pedriali della serie “Anticamera con Warhol”, sono entrate a far parte della documentazione consueta non solo dell’artista Warhol, ma soprattutto dell’uomo. Con le foto di Christopher Makos, invece, l’artista diventa soggetto di rappresentazione e cambia i suoi connotati. Si traveste e assume un aspetto sarcastico e diabolico.

La terza sezione della mostra è quella dedicata alla Factory, l’azienda di produzione che Warhol fondò a New York. Il curatore della sezione, Mario Zonta, nel catalogo della mostra osserva: “La Factory è stata un punto di incontro e di confronto unico. La ‘multimedialità’ iniziò sicuramente da lì e da lì partirono molte idee”. In mostra una serie di diciassette fra film e video, che proprio dalla Factory furono prodotti. È da qui emerge lo straordinario rapporto che Andy ebbe con alcuni personaggi dello spettacolo, al tempo sconosciuti ed oggi notissimi. Ne è un esempio Lou Reed, che ancora giovanissimo bazzicava per la Factory e dava corpo al fenomeno Velvet Underground, un fenomeno che lo stesso Andy Warhol contribuì a creare, testimoniandone la produzione con il film “The Velvet Underground & Nico” realizzato nel 1965.
Sempre di Warhol non potevano mancare i film più noti, “Blow Job” e “The Chelsea Girl”. Altro personaggio fedelmente legato alla Factory fu, invece, Paul Morrisey, del quale sono stati proiettati otto film, da lui stesso presentati a Salerno nel corso della prima proiezione.
La mostra è completa, ma presenta dei difetti. E’ un peccato notare, ad esempio, un allestimento riciclato, in cui i segni evidenti delle mostre passate non rendono onore ad un artista ormai classico, ma che non stanca mai.

tiziana di caro
mostra vista il 29 novembre 2003


Global Warhol
Mostra realizzata all’interno del progetto “Annali delle Arti”
Progetto e direzione: Achille Bonito Oliva
Curatore responsabile: Eduardo Cicelyn
Complesso di Santa Sofia, Salerno, piazza Abate Conforti,
Orari: da lunedì a giovedì, h.10.00 – 13.00 / 17.00 – 21.00 da venerdì a domenica, h. 17.00 – 13.00 /17.00 – 22.00
Ingresso: interno € 8 – ridotto € 5
Per informazioni: tel. 089 662274; 089 662276
La mostra è stata realizzata in collaborazione con la Fondazione Filiberto Menna – Centro Studi di Arte Contemporanea


[exibart]

Articoli recenti

  • Mercato

Phillips mette all’asta i capolavori silenziosi di Vilhelm Hammershøi

Provengono dalla collezione dell’Ambasciatore John L. Loeb Jr, vale a dire la più importante raccolta privata di arte danese. Saranno…

16 Gennaio 2026 13:59
  • Moda

La sfilata è un’opera d’arte e va in mostra al Vitra Design Museum

Con “Catwalk. The Art of the Fashion Show”, il Vitra Design Museum indaga la sfilata di come opera d’arte di…

16 Gennaio 2026 13:30
  • Musei

Tre programmi museali da tenere d’occhio nel 2026

Da Vienna a Tashkent, passando per Lisbona: pratiche partecipative, nuovi modelli istituzionali e riletture delle collezioni segnano i programmi culturali…

16 Gennaio 2026 12:30
  • Mostre

La mostra di Gwen Evans da Monti8, a Roma

La poetica dell’artista britannica Gwen Evans arriva a Roma, con una mostra dall’atmosfera sospesa, visitabile fino al prossimo 24 gennaio

16 Gennaio 2026 11:29
  • Bandi e concorsi

Rigenerare con la fotografia: il nuovo bando del Ministero della Cultura

Il Museo rigenera Edizione Fotografia: la Direzione Generale Creatività contemporanea del MIC pubblica un bando da 825mila euro, per progetti…

16 Gennaio 2026 9:30
  • Mostre

Murano Illumina il Mondo: il linguaggio del vetro in Piazza San Marco

Dodici lampadari d’artista realizzati in vetro di Murano trasformano Piazza San Marco a Venezia in uno spazio di confronto tra…

16 Gennaio 2026 0:02