Si tratta di una serie di fotografie dove è proprio lui ad essere immortalato mentre, con aria canzonatoria e soddisfatta mima azioni che, se non si possono definire cattive nella convenzionale accezione del termine, si potrebbero dire dispettose, irriverenti, goliardiche. Le foto sono correlate da una didascalia esplicativa della scena ritratta e soprattutto di come si è concertato uno scherzo che sicuramente procurerà nella designata vittima spavento, fastidio e rabbia.
Ecco Berardinelli nell’atto di cospargere di peperoncino della carta igienica; infilare del gorgonzola in un’elegante scarpa da donna; spalmare lo stesso formaggio sotto un materasso; inviare ad un’ignara vittima la convincente pubblicità, con tanto di contratto, di una ditta specializzata in necrologi personalizzati… prima che sia “troppo tardi” e vi metta mano un incompetente!
Le cattive azioni sono quasi tutte realizzate e realizzabili all’interno delle mura domestiche ed i destinatari sono, per lo più, ignari padroni di casa che si vedono letteralmente “rovinare la festa” da un ospite inatteso e cattivello.
L’artista sembra prendere di mira intenzionalmente le paure e le fissazioni di chi considera fondamentali la tranquillità e la sicurezza delle proprie mura; persone che potrebbero considerare uno scandalo ritrovarsi del miele appiccicato ai citofoni di casa, ma probabilmente per quieto vivere non caccerebbero mai fuori dalla propria dimora il responsabile dello scherzo. Per non rovinare la festa agli altri ospiti e per non dare nell’occhio.
Le Cattive Azioni, ambientate in quartieri e in case più popolari non sortirebbero certamente lo stesso effetto dissacratore e scandaloso, e sarebbero accolte in maniera meno ilare. Soprattutto l’autore degli scherzi avrebbe probabilmente meno da divertirsi, dopo. E se lo scandalo stesse proprio in questo: chiamare cattiveria qualcosa che in fondo in fondo non lo è…
Maria Rita Petitti
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