Il modo in cui una parola o un’immagine sono correlate al loro contenuto non è lo stesso: mentre è ovvio che un termine ha una relazione solo convenzionale con il vero oggetto (referente), il segno visivo sembra invece avere una somiglianza oggettiva. Ann Lislegaard indaga da sempre il rapporto che intercorre tra parola e immagine allo scopo di trovare una nuova connessione tra pensieri e oggetti o di creare un incessante gioco verbale in cui è l’immagine a generare la parola e viceversa. Questo “piazzamento” le dà modo di dimostrare che non c’è gerarchia tra significante e significato. Guardando uno dei suoi video proiettati in forma di trittico ci rendiamo
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Raucci/Santamaria più che una galleria sembra una portaerei temporaneamente parcheggiata a Napoli.
Ci puoi vedere questo e poi quell'altro artista straniero, tutti rigororosamente già formati, autonomi e indipendenti.
In città la galleria non ha mai messo radici, se non ricordo male hanno cominciato a lavorare agli inizi degli anni 90, siamo nel 2003 e non sono ancora riusciti a creare nulla che abbia un vero rapporto con la città in cui vivono e lavorano.
Chiariamoci, non che una galleria sia obbligata a farlo, ma così facendo del loro lavoro nel futuro non resterà nulla.