Categorie: napoli

fino al 30.IV.2007 | Giacomo Montanaro | Napoli, Castel dell’Ovo

di - 24 Aprile 2007

La febbre, l’attacco. È un accesso di sana follia l’urgenza del gesto di Giacomo Montanaro (Torre del Greco, 1971): ogni quadro una performance, un atto liberatorio, ma soprattutto una corsa contro il tempo e la materia. Disseminati nella prima personale napoletana una dozzina di frutti maturati nell’ultimo anno, velocemente ma non in fretta, in seguito ad un progetto mentale che ogni volta si concretizza con straordinaria rapidità in una pittura emotiva. Purtroppo, a smorzarne l’impatto s’intromette la location: prestigiosa sì ma soverchiante, causa di una certa dispersione visiva e psicologica, riparata dall’efficacia dei due lightbox posizionati nei punti più oscuri, quasi emblemi del germe oscuro di un’esecuzione che estrae chimicamente il balenio della figura dalle tenebre dell’ignoto.
Rispetto al passato, più ordinata e ponderata, e non priva di una certa propensione sequenziale, è la composizione delle opere, alcune delle quali echeggiano il pathos pregnante di citazioni illustri (La cacciata di Adamo ed Eva di Masaccio), altre, come rilievi di sarcofagi, sembrano pronte al salto verso la tridimensionalità, svelando così la retrostante mano dello scultore.
Scultore per formazione, Montanaro, nonostante i trascorsi accademici l’abbiano reso “pereziano nell’umore” più che nella tecnica, visto l’ininterrotto anelito verso la pittura, o meglio, l’extrapittura, inappagato finché l’artista, dopo il lucido da scarpe, il mercurio, le muffe, ha trovato la “sua” tecnica: acidi su cart a fotografica.
Scultore per la centralità conferita all’homo mensura dello spazio fisico e creativo che, in qualche caso, suggerisce la decostruzione di Antony Gormley: una radicalità tematica che non ammette il “disturbo” di altri elementi, astraendo da qualsiasi contesto queste fondenti anatomie umane.
Elemento nuovo in questa esposizione la varietà cromatica, sfondi compresi, ottenuta non solo perfezionando e calibrando empiricamente i tempi di reazione dei “colori”, ma anche accogliendo gli acrilici, giunti ad addolcire il morso corrosivo degli acidi. Frasi staccate scritte di getto in uno stato di convulso isolamento, matasse ingarbugliate e allacciate che stabiliscono una relazione intima tra queste brucianti radiografie di ectoplasmi, larve innervate di fili incandescenti. Emanazione d’una luce interna e interiore, riflesso d’un furore che, sacro o no, dichiara la radice spirituale di questo percorso: traduzione di un’esigenza che, al di là dei rischi di stilizzazione e di standardizzazione, restituisce l’innocente sincerità di una passione mozzafiato.

anita pepe
mostra visitata il 6 aprile 2007


Giacomo Montanaro, Acid paintings. Napoli, Castel dell’Ovo – Sala delle Prigioni. Borgo Marinari. Orari: dal lunedì al sabato ore 10-13 e 15,30-18 domenica ore 10-13. Info: Milena Grosso -TERRA FELIX- tel: + 39 3484078524 mail: milenagrosso64@hotmail.com. Ufficio Stampa: Carmen Vicinanza STUDIO OBRA tel. e fax 081.19360676 k.vicinanza@tiscali.it –  Catalogo: Paparo Edizioni. Ingresso libero

[exibart]

Visualizza commenti

  • Finalmente della buona pittura in uno spazio pubblico napoletano....

Articoli recenti

  • Mostre

Luigi Voltolina a Venezia: la pittura come epifania

A Palazzetto Tito, fino al 15 febbraio 2026, la Fondazione Bevilacqua La Masa dedica una mostra monografica a Luigi Voltolina,…

18 Gennaio 2026 0:02
  • Moda

All’origine dello stile: il disegno di Giorgio Armani in mostra a Parma

All’Abbazia di Valserena, a Parma, una selezione di materiali d’archivio restituisce gli anni formativi del linguaggio di Giorgio Armani attraverso…

17 Gennaio 2026 19:25
  • Mercato

Il nuovo corso dell’arte digitale, tra mercato e istituzioni

Aste, fiere e musei: così Beeple, Tyler Hobbs e Larva Labs raccontano l’evoluzione dei nuovi media nel sistema dell’arte

17 Gennaio 2026 19:14
  • Mostre

Nel cuore delle forme: Mimmo Paladino e l’Umbria come geografia interiore

L'antologica diffusa in tre città umbre restituisce la complessità di Mimmo Paladino come artista errante tra materia e mito. Un…

17 Gennaio 2026 19:02
  • Arte antica

Catharina van Hemessen, un’artista cinquecentesca da riscoprire

Pioniera del ritratto e dell’autoritratto, Catharina van Hemessen è stata una delle prime donne pittrici del Cinquecento europeo. Una mostra…

17 Gennaio 2026 15:30
  • Musei

Centre Pompidou: ridotti gli spazi al Grand Palais per vincoli finanziari

Durante la chiusura di Beaubourg, il Centre Pompidou rivede il suo accordo con il Grand Palais, rinunciando a una parte…

17 Gennaio 2026 12:30