“La città di Sofronia si compone di due mezze città . Una delle mezze città è fissa, l’altra è provvisoria e quando il tempo della sua sosta è finito la schiodano, la smontano e la portano via, per trapiantarla nei terreni vaghi d’un’altra mezza città ” . Ogni Ciudad di Miquel Navarro, così come Sofronia, una delle “città invisibili” di Italo Calvino, contiene lo spirito e le forme di due mezze città . Una è la lucida rappresentazione di una visione mentale, che Navarro ha elaborato nello spazio e nel tempo della sua vita, tra viaggi, scoperte o nuove considerazioni su realtà già a lungo frequentate; e che potremmo definire “ideale”. L’altra è la città reale, quella che realmente ospita l’artista e la sua visione mentale, ma a cui quella ideale si conforma e da cui riceverà nuova linfa per espandersi o mutare: perché le città scultoree dell¹artista valenciano sono ogni volta una nuova opera che è ricreata nell’intreccio dello spazio e della realtà urbana che le ospita.
La Galleria Scognamiglio propone una mostra personale di Miquel Navarro, in cui è esposta una delle sue grandi Ciudades d’alluminio: un’agglomerato di forme geometriche in parte uguali e in parte diverse ordinate nello spazio di una stanza a rievocare la complessità di un’agglomerato di linee di forme e d¹esistenze, che suggerisce l’idea di una città . In un’altra sala, invece, alte torri-grattacielo, di diversi colori, si presentano sparse sulla superficie del pavimento: in questo caso l’elemento urbano, isolato e sviluppato in altezza, si manifesta in tutta la sua realtà di “segno umano imposto”.
In esposizione sono anche alcune tele di Navarro che, pur se d’etremo fascino forse non si amalgamano felicemente con la parte scultorea della mostra. Esse propongono un’insolita fusione tra il mondo vegetale e l’umana realtà guerriera. Un braccio, costellato di punte quasi a figurare una pianta di cactus, appare come una terribile arma d¹offesa; al contrario una pianta di cactus, i cui aghi sono stati sostituiti con punte di freccia, sembra un¹efficace arma da difesa. Queste immagini guerresche, accostate ad una riproduzione naturalistica di un grande coleottero, danno all¹insetto la parvenza di un carrarmato naturale.
Se l¹uomo costruisce case e si raccoglie in agglomerati urbani per difendersi dalla Natura, è proprio alla Natura che egli s’ispira per difendersi.
Marco Izzolino
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