Categorie: napoli

fino al 31.III.2008 | Alma-Tadema e la nostalgia dell’antico | Napoli, Mann

di - 5 Marzo 2008
Pittura, pittura, pittura. Serpeggia un’esaltazione pagana nel consueto allestimento compatto e labirintico del Salone della Meridiana. Mostra da godere, quella di Lawrence Alma-Tadema (Leeuwarden, 1836 – Wiesbaden, 1912), con la consapevolezza di trovarsi dinanzi a uno di quei cult di nicchia. Che miglior collocazione non avrebbe potuto trovare, ospite tra i reperti di quelle città che ritrasse in una languida e fedele varietà di toni, dimensioni e situazioni. Con un sentimento però distante rispetto allo smarrito feticismo dei neoclassici, i quali si fecero un punto d’onore del soggiacere alla distanza monumentale dei secoli che li guardavano dall’alto, sovrastandoli e schiacciandoli.
Qui, piuttosto, la prospettiva è orizzontale e cinematografica, e non a caso la settima arte saccheggiò i dipinti del calligrafico sir. Dipinti che, in vari formati, regalano illustrazioni sentimentali e vibranti, anche quando la luce si fa fredda, tagliata, metallica.
È in questa lussuosa serie di fermo-immagine che si consuma quel passaggio dal rovinismo al revival che segna la nuova ricezione dell’antico (soprattutto quello dissepolto nell’area vesuviana). Il mondo romano si trasforma in un set accuratamente elaborato, non solo per Alma-Tadema, ma anche per i “compagni” italiani qui accostatigli –Gigante, Palizzi, Maccari, Morelli, D’Orsi, Bargellini– aedi di un estetismo manierato ma tecnicamente ineccepibile.

Un percorso che, quanto più propone ambientazioni cristallizzate, tanto più avvolge il visitatore in una ragnatela suadente, liminare al dolce tedio del melodramma popolare o ad alcune ingenuità delle pellicole di cartapesta. Un meccanismo difficile da gestire criticamente senza sguazzare nel profluvio retorico, lodando l’eccezionale luminosità, la sodezza del disegno, l’equilibrio della composizione, la felicità del colore, la sapienza delle velature, l’accuratezza dei dettagli spesi da maestri liberi da troppi crucci concettuali e scientifici (questi, semmai, vengono brillantemente risolti dagli autori del catalogo multidisciplinare).
Antiquari, più che archeologi, lucidano, cesellano e battono il pezzo in vista della resa finale, per presentarlo sfavillante dinanzi agli occhi del pubblico. Che apprezza e compra, segnando la grande fortuna del genere.
Facile indulgere alla seduzione lirico-narrativa, a gara con le suggestive evocazioni d’àpres, seguendo il filo di questo ludus teatrale dove il pathos scorre a fiotti, ma acconciato in pose alla Eleonora Duse, abbellito da trucchi e belletti di squisita fattura, carico di sensualità esotica, soprattutto nella sezione dedicata alle donne. Scenografie, più che scene, di una vita quotidiana immaginata e idealizzata, dalla religione ai gladiatori, fino alla grama vita di sfaccendati e clientes che si dispongono al rito della salutatio mattutina.

E, se è indubbio che l’impostazione sia esplicitamente didattica, mai come in quest’ultimo caso doctum doces.

articoli correlati
Alma-Tadema alla Fondazione Memmo di Roma

anita pepe
mostra visitata il 31 gennaio 2008


dal 18 ottobre 2007 al 31 marzo 2008
Alma-Tadema e la nostalgia dell’antico
MANN – Museo Archeologico Nazionale di Napoli
Piazza Museo Nazionale, 19 – 80135 Napoli
Orario: da mercoledì a lunedì ore 9-19
Ingresso: intero € 10; ridotto € 7,25
Catalogo Electa
Info: tel. +39 081440166; fax +39 081440013; ornella.falco@beniculturali.it; www.archeona.arti.beniculturali.it

[exibart]

Visualizza commenti

  • Invitata da un'amica mi sono orientata piuttosto agevolmente nel labirinto espositivo. Tra le scenografie hollywoodiane ho apprezzato un dettaglio degno del miglior Cavalli dei giorni nostri: il maculato dei drappi felini.Buon film.

Articoli recenti

  • Arte antica

Ambrosius: i tesori nascosti della Basilica di Sant’Ambrogio tornano visibili

Ambrosius: un itinerario riporta alla luce i tesori nascosti della Basilica di Sant’Ambrogio, arricchendo la visita con luoghi solitamente non…

13 Aprile 2026 15:50
  • Libri ed editoria

The Boxer di Gabriele Tinti, il bronzo ellenistico e la fragilità dell’umanità

Un libro che riattiva l’antico, tra poesia, mito e vulnerabilità: Gabriele Tinti dà voce al Pugile in riposo, la statua…

13 Aprile 2026 12:44
  • Mostre

Marco Bernardi, macchine inutili contro la tirannia dell’algoritmo

Negli spazi di Ex Elettrofonica, a Roma, Marco Bernardi mette in scena un mondo di oggetti che sfidano la logica…

13 Aprile 2026 11:36
  • Arte contemporanea

Milano Art Week 2026, si parte: le mostre e gli appuntamenti di oggi

Al via la decima edizione della Milano Art Week: in attesa dell'apertura di miart, in città già fervono le aperture.…

13 Aprile 2026 10:32
  • Progetti e iniziative

Futuri Emergenti Italiani: il catalogo che mappa gli artisti under 35

Futuri Emergenti Italiani è il catalogo che documenta la ricerca di 101 artisti under 35, selezionati per una mostra diffusa…

13 Aprile 2026 9:46
  • Mostre

Zhang Chaoyin, l’Himalaya non è mai stato tanto vicino

Fino al 15 maggio l'Edificio B12 della Manifattura Tabacchi ospita la mostra del fotografo Zhang Chaoyin, con sessanta opere sull’Himalaya,…

13 Aprile 2026 0:02