Sette acrilici si caricano così di un’accezione tutta metafisica dove la sospensione spazio-temporale concorre a ricreare una fluttuante atmosfera d’esterni fatta di straordinari cieli e brillantissimi colori. Cardine fondamentale per la comprensione e la compenetrazione negli spazi da lui riprodotti in chiave puramente iperrealista del mondo naturale è l’assoluto spogliarsi di concetti e sovrastrutture mentali al fine di abbandonarsi al godimento di ciò che uno sguardo libero da ansie permette di osservare. Still Undreamed-of, letteralmente ancora impensati, non ancora sognati. Questo il titolo che accompagna l’esposizione in un trionfo di rami, motivi floreali, forme zoomorfe e fitomorfe impreziosite da vivacissimi ghirigori dove, in un’estetica impeccabile, si realizzano elementi carichi di quel peso spirituale che l’uomo conferisce loro, e in cui il punto di vista diviene pienamente soggettivo a seconda di chi osserva.
Ogni forma entra in perfetta armonia con il resto della composizione stagliandosi, in modo netto e lineare, su cieli meteorologicamente mutevoli come piacevolissimi intervalli del lento trascorrere del tempo. Diversi i modi, dunque, di concepire la realtà, dove l’immaginario e il reale si fondono in un’unica rappresentazione e in cui lo spettatore è chiamato a chiedersi se ciò che si guarda è realmente esistente o il semplice frutto della propria immaginazione; e se l’immaginario, pur esistendo esclusivamente nel nostro pensiero, non possa essere accettato come realtà soggettiva.
Un incanto dai molteplici significati, quindi, come un sogno ad occhi aperti da cui scaturiscono filosofiche argomentazioni votate alla chiara consapevolezza della realtà, estrapolando gli elementi dal loro contesto consuetudinario e fornendolo come alternativa reale di un mondo apparente.
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