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Fino al 9.III.2017 | Teresa Cervo, Storie di carta e d’amore | Grand Hotel Parker’s, Napoli

di - 5 Marzo 2017
Funziona forse come una vocazione o una palese preferenza, la scelta di un materiale che per l’artista diventi pane quotidiano, la base per tutte le suggestioni. Una forma di fedeltà, questa, che vale anche per Teresa Cervo, artista napoletana dedita alla carta con un’immaginazione gentile, attraversata da figure innocue, molto simili a certe illustrazioni dei grandi libri per l’infanzia. Crede che la carta possa diventare altro, che si possa gonfiare, data la sua leggerezza e poi rimpicciolire, data la sua capacità di raggrinzire fino al punto estremo dello strappo. L’artista, in mostra nella splendida cornice del Grand Hotel Parker’s, generosamente gettato sul Golfo di Napoli, presenta lavori delicati, figure femminili sinuose, allungate sul fil di ferro senza tensioni, anzi placidamente composte.
“Storie di carta e d’amore” è la prima personale ragionata di Cervo, certo più avvezza a quel clima da laboratorio che chiude gli artisti in una sorta di serra, dove le immagini, evaporando, calano dall’alto. Dalla sua casa-atelier, in Via San Domenico Maggiore, l’artista muove un piccolo universo di ballerine, buffe signore eleganti e donnine arcigne, dal naso puntuto, che sembrano dialogare tra loro, battibeccando sopra una questione di importanza vitale, come un piatto rotto o un cuore infranto. Una dominazione femminile, dunque, in questa esposizione pensata per celebrare il mese dell’amore, da un punto di vista panoramico e sentimentale, quale può rivelarsi quello di una donna. Ne si evince la leggerezza, o meglio la voglia di abbandonare un peso che sta, talvolta, sul cuore e che si traduce nello sguardo perso di queste figure sottili, gonfiate da un ego fragile o, talvolta, private proprio di uno sguardo, come accade ai mezzibusti in cartapesta di Altrove.

Il direttore del Parker’s, Antonio Maiorino – gallerista e fondatore della Galleria napoletana PrimoPiano – appare come un instancabile trasformatore di luoghi, dei quali ignora la prima e più ovvia destinazione d’uso, trovandone di nuove e sottolineando una evidenza sempre più chiara, che i luoghi e i loro immobili, come le prime intenzioni, non sono irreversibili. Trasferendo qui un gusto atipico per un certo tipo di arte lieve, non precisamente naif ma che pure risulta lontana da molte attualissime esposizioni, l’albergo apre le porte a una favolistica visione del mondo e dei rapporti umani, che perdono la loro naturale pesantezza. Sono leggere le forme e i modi di dirsi parole d’amore, sono involontari gli sguardi ed esaltato lo sciocco passatempo. Non a caso, per l’8 marzo, le “Piccole donne” dell’artista saranno protagoniste di un breakfast in rosa aperto a tutte le donne.
Se dunque l’arte necessita di essere giustificata con l’evento e, quest’ultimo, per stare in piedi, ha bisogno della forza attrattiva dell’arte, che diventa esposizione e accoglienza, l’operazione risulta vincente e, in particolare, le opere di Teresa Cervo si prestano bene a un messaggio di riduzione e sollevamento, attraente per chi, sempre più, esige un’arte lieve.
Elvira Buonocore
mostra visitata il 13 febbraio

Dal 9 febbraio al 9 marzo 2017
Teresa Cervo, Storie di carta e d’amore
Grand Hotel Parker’s
Corso Vittorio Emanuele, 135, 80121 Napoli
Info: 081 681505

Nata a Pagani nel 1989, si forma come autrice parallelamente a una intensa esperienza di recitazione. Forte di una formazione classica, si muove poi al di fuori di un preciso percorso accademico, frequentando laboratori e stage di recitazione e scrittura teatrale. È parte della compagnia Teatro Grimaldello, per cui realizza testi e adattamenti. Collabora a progetti curatoriali.

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