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fino all’8.VI.2008 | Massimiliano Foscati | Napoli, Al Blu di Prussia

di - 22 Maggio 2008
City Roots è il titolo di una serie di lavori, di cui l’ultimo è dedicato a Napoli, opera di Massimiliano Foscati (Milano, 1970), che va alla ricerca delle radici di varie città, così come di quelle della fotografia. Digitale, s’intende.
La scelta di Foscati è una scelta di campo. Attestato che la fotografia non ha come unica chiave di lettura la documentazione della realtà, in particolare, la fotografia digitale ha un ulteriore margine di significato dovuto all’evoluzione dello stesso mezzo tecnologico. L’ossessione dell’alta risoluzione, atta a mascherare i pixel dello scatto, intesi tradizionalmente come limite intrinseco del mezzo tecnologico, nelle opere in mostra si trasforma nel suo opposto. Foscati adopera volutamente la macchina fotografica digitale a bassa risoluzione per evidenziare, mediante opportuni ingrandimenti, proprio i pixel come elementi base o matrici della composizione dell’immagine finale. L’artista presenta così una di quelle che definisce “contraddizioni feconde” dell’arte: l’evidenziazione del pixel nella fotografia digitale fa il pari con la manifestazione della grana nella stampa della fotografia analogica.

In mostra sono presenti sei lavori montati fra plexiglas e alluminio, alcuni scomposti in dittici, e un classico Vesuvio rielaborato in un trittico ma con un effetto da pointillisme. Avvicinandosi a quest’ultima immagine scomposta del Vesuvio, si scorge una trama generatrice dell’immagine che evidenzia un lungo molo in primo piano, come una lunga linea scura, rielaborato con Photoshop. La postproduzione degli scatti al computer è un’altra di quelle scelte di campo di Foscati che potrebbe far arricciare il naso ai puristi, ma è lo stesso artista a dichiarare di ispirarsi alle sperimentazioni sul mezzo fotografico analogico degli anni ’70 del secolo scorso, a opera di grandi artisti come Mimmo Jodice o Ugo Mulas.

L’indagine della trama urbana è invece condotta dall’alto, mediante immagini il cui codice-pixel si confonde con balconi, finestre, piccole superfetazioni o addirittura con le colonne dei chiostri -maggiore e minore- di un altro simbolo della città di Napoli: la Chiesa di Santa Chiara.
La sintesi del discorso tecnico-visivo dell’artista è nell’opera Napoli #2: una linea d’orizzonte che taglia a metà il frame della foto e lascia spazio a un mare grigio e “urbanizzato” da boe scure, che coincidono, neanche a dirlo, con piccoli gruppi di pixel blu notte.

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giovanna procaccini
mostra visitata l’8 maggio 2008


dall’otto maggio all’otto giugno 2008
Massimiliano Foscati – City Roots. Naples
a cura di Federica Cerami
Al Blu di Prussia
Via Filangieri, 42 (zona Chiaia) – 80121 Napoli
Orario: da martedì a venerdì ore 17-20; sabato ore 10-13 e 17-20
Ingresso libero
Catalogo con testo di Roberto Valtorta
Info: tel. + 39 081409446; fax +39 0812520464; info@albludiprussia.com; www.albludiprussia.com

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  • caspita, nelle foto si vedono i pixel! E' concettuale perfino, infatti nella fotografia analogica si vede la grana...
    Intravedo un grosso sviluppo di credibilita' per la fotografia italiana e l'arte contemporanea tutta in un prossimo futuro se continueremo a insistere su questi "concetti forti"

  • Anche se ti avvicini allo schermo della tv si vedono i pixel o i famosi punti rgb. Se deve essere un esperimento questo di Foscati, mi sembra che vada non contro tendenza ma contro tempo, nel senso che propone esperienze già percepite e classificate e comunque non proposte in altra ottica. una bella mano di blu di prussia e via.

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