Dal 28 luglio, ogni sabato sera, un autobus sta conducendo i visitatori alla scoperta del Parco della Reggia di Caserta che ha conservato inalterato nei secoli il fascino del “bosco sacro”, popolato di dei, ninfe ed eroi.
L’illuminazione notturna è un appuntamento che si ripete dal 1997 ed è stata studiata per valorizzare al meglio i colori di alberi, acqua e sculture. Luci calde esaltano i dettagli salienti dell’opera vanvitelliana, mentre luci fredde non falsano i colori degli alberi.
Si percorre lo stradone centrale da sud verso nord in senso contrario allo scorrere dell’acqua, si incontrano i bacini e le vasche popolate di statue. La prima è la fontana dei “Delfini” così chiamata perché l’acqua fuoriesce dalle bocche di tre grossi pesci scolpiti in pietra.
Segue la fontana di “Eolo”, mai portata a termine, costituita da un’ampia esedra nella quale si aprono numerose ” caverne” che simulano la dimora dei venti, rappresentati da numerose statue di “zefiri”. La statua di Giunone su un cocchio, trascinato da due pavoni, nell’atto di pregare Eolo di scatenare i venti contro le navi di Enea, benché realizzata, non fu mai collocata al suo posto. Proseguendo lungo l’asse principale, si incontrano sette vasche degradanti che formano altrettante cascate e la fontana di “Cerere” che rappresenta la fecondità della Sicilia, con le statue della dea e i due fiumi dell’isola. L’ultima fontana è quella in cui è rappresentata la storia di “Venere e Adone”, sui quali incombe la presenza del feroce cinghiale che ucciderà il bellissimo giovane.
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Manuela Esposito
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