La Soprintendenza ai Beni Archeologici delle Provincie di Napoli e Caserta, con il progetto “Anfiteatro”, ha restaurato le strutture murarie dell’Arena flegrea con l’obiettivo di ripristinare la funzione di luogo di pubblico spettacolo del monumento romano. L’anfiteatro di Pozzuoli è un edificio di forma ellittica destinato a ludi gladiatorii ed a venationes. Collocabile in età flavia per la presenza di un’iscrizione identica su ciascuno degli ingressi principali che così recita: COLONIA FLAVIA AUGUSTA PUTEOLANA PECUNIA SUA. L’edificio, terzo in Italia per dimensioni (m. 149×116) dopo il Colosseo e l’anfiteatro di Capua, poteva contenere circa 20.000 persone.
Come il grande anfiteatro romano, anche quello flegreo fece da sfondo alle persecuzioni anticristiane: in particolare fu testimone del martirio del vescovo Gennaro e del puteolano Procolo, poi divenuti rispettivamente patroni delle città di Napoli e Pozzuoli. Durante il medioevo, l’Anfiteatro Maggiore fu usato a lungo come cava di pietre da costruzione e sistematicamente spoliato, subendo sorte analoga a quella del Colosseo.
Il nuovo teatro è stato progettato come struttura stagionale adatta ad ospitare manifestazioni teatrali e musicali. Una struttura di legno che si sovrappone alla struttura muraria esistente, occupandone due lati della parte sud orientale. Si è rispettata la curva di visibilità impostata già al tempo della costruzione dell’anfiteatro romano e la costruzione di legno è stata collegata attraverso piastre di ancoraggio di acciaio opportunamente progettate.
Sei mesi per realizzare questo progetto, costato un miliardo e mezzo. Il finanziamento ha previsto l’utilizzo dei fondi P.O.P. della Regione Campania e fondi della Comunità Europea. I lavori sono stati diretti dall’architetto Antonio Taccagni, dalla soprintendente dott.ssa Gianalella sotto la supervisione del prof. Stefano De Caro.
Per festeggiare l’anfiteatro ritrovato il Comune di Pozzuoli ha dato vita a Notti Flavie, un evento, una vera è propria festa, un segno di chi spera e crede che, attraverso la cultura, possa passare il futuro dei Campi Flegrei. Dopo tre millenni l’arena romana è restituita alla sua funzione iniziale. Chi siederà sugli spalti prenderà il posto degli antichi spettatori. Non è stato fatto alcun cambio di destinazione d’uso, nessun intervento forzato.
Il primo appuntamento del cartellone è stato il il concerto di Uto Ughi il 24 luglio,il 29 invece sarà la volta di PAT METHENY.
Pausa ad agosto e ancora tre concerti a settembre: il 2 in scena il gruppo portoghese dei MADREDEUS, il 7 sarà la volta di EDOARDO DE CRESCENZO. La rassegna chiuderà con FIORELLA MANNOIA il 14 settembre.
Carolina Guadagni
Ho costantemente l’esigenza di creare delle forme esterne che risuonino con la mia dimensione spirituale interiore
A Verbania, fino al 27 settembre 2026, Villa Giulia accoglie una retrospettiva dedicata al designer Alessandro Mendini, tra oggetti iconici,…
Fino al 31 agosto, continua a Londra la più grande mostra mai realizzata su Tracey Emin. Tra aborto, malattia, violenza…
In apertura a Londra il Serpentine Pavilion 2026 progettato da LANZA atelier: una struttura sinuosa in mattoni per il 25mo…
Il Levante Prize torna all’Accademia di Belle Arti di Lecce con una mostra che mette in dialogo giovani artisti italiani…
Arcangelo Esposito torna a esporre a Napoli dopo più di 40 anni, per una mostra al Blu di Prussia: nelle…
Visualizza commenti
Caro Giovanni ci tenga informati a tutti sull'avanzamento dei cantieri a SOmma Vesuviana. Saluti cordiali.
Finalmente riconsegniamo all'umanità un patrimonio artistico di inestimabile valore, che permetterà a tanti di lasciarsi trasportare dal "Sogno della Memoria" da cui trarre gli strumenti necessari per una lettura chiara del presente.
Anche a Somma Vesuviana hanno aperto un cantiere per riportare alla luce "Una Villa Augustea". Speriamo che non ci siano intralci ai lavori.
Buon Lavoro !
Giovanni Iovino
Caro Giovanni lei è un ottimista , se lo lasci dire , e fa bene anche , almeno ne guadagna salute , ma visto come vanno le cose da queste parti , io non ci conterei troppo che i lavori vengono mai terminati.