Barbara Pigazzi, Through the Shadow and the Soul, Karen, courtesy l'artista
A Milano da domani, 23 marzo, al 2 aprile lo Spazio Kryptos ospita la personale di Barbara Pigazzi “Through the shadow and the soul”, a cura di Francesca Interlenghi.
In mostra una serie fotografica che ha come protagoniste delle donne e Non esserci il primo cortometraggio dell’artista: «due progetti differenti, frutto dell’evoluzione artistica di Pigazzi che arriva a questo appuntamento forte di una nuova consapevolezza estetica ed espressiva», ha spiegato la galleria.
Francesca Interlenghi anticipa il percorso espositivo con queste parole: «Una mostra che è certamente un punto di approdo ma anche un nuovo punto di partenza per l’artista. Dopo anni spesi in una estenuante ricerca di se stessa, Pigazzi è finalmente pronta a traslare il discorso da sé all’Altro, mantenendosi fedele alla propria cifra stilistica ma con uno sguardo che in qualche modo si allarga, contempla orizzonti altri: l’Altro appunto. Non si tratta qui di raccontare per immagini il proprio diario personale quanto piuttosto di esplorare, attraverso queste donne, temi di portata universale: l’amore e il dolore, l’abbandono e la vulnerabilità . La struggente profonda bellezza che la fragilità è capace di rivelare».
«Al piano superiore della galleria sono esposti una serie di ritratti di donne, alcuni di grandi dimensioni: ritratti intimi, profondi, penetranti. Donne colte nella loro nuda essenza, in tutta la loro bellezza fragile e resiliente, dolorosa e generativa insieme. Una meticolosa e personale indagine dell’artista, che si manifesta con forza nel contrasto totale tra bianco e nero, e che ha come fine quello di far emergere netto l’elemento emotivo della natura umana.
Al piano inferiore è invece possibile assistere alla proiezione del primo cortometraggio di Pigazzi dal titolo Non esserci. Un lavoro a carattere sperimentale, non di stampo narrativo, che utilizza le immagini in movimento per indagare il tema dell’abbandono attraverso l’azione performatica di un corpo che si fa portatore di istanze soggettive e problematiche collettive. Alla poetica rarefatta del luogo, situato nella laguna di Venezia e incluso tra quelli appartenenti al patrimonio mondiale dell’UNESCO, fa da contrappunto l’accento scarno e minimale della musica di Luca Spaggiari, leader dei Fargas, che per l’etichetta discografica indipendente Private Stanze ha realizzato la colonna sonora», ha anticipato la galleria.
Nello specifico, la regia del cortometraggio è di Barbara Pigazzi, Francesca Interlenghi ne è la perfromer, le riprese sono di Marlene Masiero, il testo è tratto dal libro di Umberto Galimberti Le cose dell’amore (ed. Feltrinelli, Milano, 2004) e le riprese sono state realizzate nella località Valle Millecampi, Spiaggia della Boschettona, Territorio della Saccisica, Conche di Codevigo (PD) con la collaborazione dei Comuni di Codevigo e di Arzergande. Il cortometraggio, realizzato nel 2020, ha una durata di 8.02 minuti.
«Classe 1974, Barbara Pigazzi è una fotografa dedita al ritratto, alla moda, al beauty. Ha collaborato e collabora con gallerie d’arte, architetti, designers e stilisti oltre a lavorare a progetti artistici personali che insistono sul tema del corpo quale materia privilegiata della sua ricerca. Ha sviluppato nel tempo una propria e ben definita cifra stilistica con cui restituisce il suo sguardo sul mondo costruendo un puzzle, potenzialmente infinito, di immagini intime e concettuali. Ha partecipato a mostre collettive e presentato le sue opere in diverse personali. Con “Through the shadow and the soul” sperimenta per la prima volta la realizzazione di un cortometraggio», ha ricordato la galleria.
La galleria parigina sceglie Porta Venezia per la sua prima sede fuori dalla Francia e inaugura con Sutura, personale di…
Arte contemporanea, danza e musica per la Cerimonia di Apertura Paralimpica realizzata da Filmmaster: Alfredo Accatino ci racconta il progetto…
La Fondazione Il Bisonte presenta le opere di Lori Lako, Leonardo Meoni, Bianca Migliorini e Chiara Ventura, nella mostra conclusiva…
Margaret Whyte rappresenterĂ l’Uruguay alla Biennale di Venezia 2026, con un’installazione che intreccia tessuti e resti tecnologici per riflettere sul…
L’inchiesta di Reuters sull'identitĂ di Banksy apre una domanda: a chi giova conoscere il suo vero nome? Un’analisi del suo…
Alla Galleria Heimat di Roma il progetto di Pamela Berry riunisce gli artisti Manuela Kokanovic, Giovanna Bonenti e Benymin Zolfagari…