Gerold Miller, Tracce, In Puglia. Dep Art Out, Ceglie Messapica. Ph. Fabio Mantegna
Dopo il successo dello scorso anno, con Regine Schumann, Giuseppe Uncini e Pino Pinelli, Dep Art Gallery riapre la sua stagione espositiva a Ceglie Messapica, con il patrocinio del Comune. In un luogo fuori dall’ordinario – il trullo, icona della Puglia riconosciuta in tutto il mondo, diventa uno spazio espositivo – l’arte si manifesta in modo innovativo.
Si parte con Gerlod Miller, che nella serata di venerdì 12 luglio, dalle 18 alle 21 e con un intervento del critico Gianluca Ranzi, presenterà Tracce, in Puglia. Per la realizzazione di quest’opera, che lega il lavoro di Miller alla terra pugliese, nei giorni precedenti all’inaugurazione un trattore, simbolo del lavoro agricolo e della fertilità della terra, ha seminato idealmente in un nuovo substrato, quello dell’arte. Questa performance riassume alcuni dei motivi principali del lavoro di Miller: il dialogo che le sue strutture instaurano con l’ambiente e la forza misteriosa, si direbbe magica, che il colore riveste nella sua opera. Come una metafora di vita, le superfici di Gerold Miller, solitamente lucide come specchi e pronte ad accogliere ogni immagine riflessa – spesso «troppo veloce e fuggente», dice l’artista – vengono segnate dal passaggio sulla strada.
Così facendo Miller propone una nuova versione delle sue scratched surfaces realizzate pochissime volte durante la sua carriera. I segni impressi dal trascinare l’opera sulla strada e sulla terra ricca di sementi pronte a germogliare, rimangono “impressi” indelebilmente nell’opera d’arte. Il trascinamento solca la superficie in maniera indelebile, così come il nostro cammino ci segna e ci arricchisce lasciando nella memoria segni indelebili.
È la prima volta che Miller utilizza, per questo processo, un’opera colorata. Arancione come il colore del tramonto, della terra arsa, ma anche il colore di quel trattore, un vecchio Fiat, che è anche memoria. Miller, cresciuto in una famiglia contadina, si riavvicina in questo progetto anche alla sua infanzia, con uno sguardo puro che sa tenere insieme la natura, l’arte e l’ambiente. Come i ricordi sono indelebilmente incisi nelle nostre menti, la memoria locale, storica, della strada, della vita e della terra vengono incise indelebilmente sulla superficie dell’opera d’arte. Nella creazione stessa di un’opera d’arte, che sia musica, poesia o qualunque altro mezzo di espressione, un artista non attinge forse al suo vissuto?
Dopo Gerold Miller il programma di Dep Art Out proseguirà con Be here now di Herman De Vries (28 luglio), John Torreano, in collaborazione con Thomas Brambilla Gallery (20 agosto) e Eden Ulmo di Jaime Poblete (25 agosto).
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